Torniamo sulla vicenda, già trattata da Blogstoria, della libertà di ricerca storica e della “Commissione per il contrasto ai tentativi di falsificare la storia a danno degli interessi della Russia” poiché al decreto del Presidente della Federazione russa del 15 maggio 2009 stanno iniziando a far seguito delle circolari attuative particolarmente inquietanti come quella tradotta e diffusa ieri dalla SISSCO, Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea.
Come affermato da Jurij Cernyshov, storico e docente alla Scuola Superiore di Scienze politiche di Barnaul (regione dell’Altaj), in un’intervista rilasciata a Giovanni Bensi, “la creazione di questa commissione è chiaramente una concessione agli «autoritarismi» e la stessa ideologia di questa iniziativa è ispirata da circoli autoritari”.
La stessa formulazione di queste questioni ricorda molto gli opuscoli propagandistici del periodo sovietico dedicati alla «lotta contro i falsificatori borghesi della storia». Vi erano molti insulti e pochissimi argomenti obiettivi. Simili metodi non hanno nulla da spartire con l’accertamento della verità storica. C’è di più: simili metodi screditano i regimi politici che vi fanno ricorso. I funzionari non devono indicare agli storici professionisti quali conclusioni trarre dall’analisi dei fatti. In caso contrario non avremo scienza, ma propaganda di basso livello.
La situazione è aggravata dal fatto che nella commissione siedono pochi veri studiosi di storia e “molti burocrati, spie e gendarmi” che non giovano certo alla verità storica. Come ha dichiarato il 22 maggio scorso l’Associazione internazionale “Memorial” in una lettera diffusa oggi dalla SISSCO:
ne fanno parte l’FSB, il Controspionaggio, il Consiglio di sicurezza, il Ministero degli Interni e quello della Giustizia, e perfino il capo di Stato maggiore dell’Esercito russo; suo presidente è stato nominato il capo dell’amministrazione presidenziale Sergej Naryškin [a capo anche della Commissione che si occupa di declassificare gli archivi di Stato]. Mentre fra i 28 membri della commissione gli storici professionisti si possono contare sulle dita di una mano.
Purtroppo – riprende Jurij Cernyshov – tutto questo incomincia a ricordare i metodi che si usavano sotto Stalin: il «condottiero» emanava arbitrariamente ordini su che cosa dovevano pensare gli specialisti di genetica o di linguistica, e ogni opinione che deviava dai suoi ordini veniva considerata «falsificazione». […] D’altro lato, dopo lo sfaldamento dell’Urss in molte repubbliche ex sovietiche è incominciata una riscrittura delle storia nell’interesse delle nuove élites nazionali.
Tra l’altro, sottolinea Jurij Cernyshov, “la lotta alle cosiddette ‘ falsificazioni’ potrebbe tradursi in una violazione della Costituzione, che garantisce ai nostri cittadini libertà di opinione”. Specifica ancora ’Associazione internazionale “Memorial”:
una simile opera di “contrasto” introduce nella pratica statale elementi di un’ideologia di Stato – e ciò è esplicitamente vietato dall’art. 13 della Costituzione della Federazione Russa.
Di fronte a questa situazione, noi di Blogstoria.it non possiamo che sottoscrivere la presa di posizione della SISSCO e rilanciare promuovendo una petizione per la libertà della ricerca storica che invitiamo tutti a sottoscrivere.









Condivido pienamente l’appello alla libertà di ricerca.
Vorrei però che questa libertà di ricerca esistesse prima di tutto in occidente,
perchè non è così scontata come si potrebbe pensare, per esempio,
chi ha studiato la seconda guerra mondiale sa bene che la vittoria è essenzialmente merito dello sforzo Sovietico che ha annientato i 23 se non i 34 dell’esercito tedesco (le armate migliori della wermacht) .
Eppure abbiamo sempre vissuto nella propaganda americanaoccidentale, la quale fuorvia la verità storica attribuendo agli angloamericani una parte fondamentale che non hanno mai avuto,
e quando parlano delle vittorie russe tirano sempre fuori il Generale fango, il Generale inverno…. che sarebbero i responsabili delle mancate vittorie tedesche.
Si potrebbe ricordare pure Pearl Harbur, di cui è noto che Roosevelt sapesse dell’attacco imminente eppure se l’è fatto fare per avere la scusa di entrare in guerra.
Oppure si potrebbe citare Thomas Mann che, con una ottima lucidità, vedeva che i responsabili dell’insorgenza di hitler, e che gli hanno permesso di rimanere al suo posto, sono stati proprio i governi delle democrazie occidentali, al servizio dei grandi capitalisti, che volevano hitler e mussolini, come baluardi da contrapporre al socialismo.
fortunatamente nei libri di storia si possono trovare queste cose, ma se andiamo a vedere come parlano gli storici o i documentari generalmente trasmessi dalle tv, vediamo che questi ignorano queste elementari verità e tendono a presentare gli angloamericani come i buoni liberatori che ci hanno salvato per il loro nobile spirito…
FESSERIE! Anche in occidente si uccide la storia, fortunatamente un pò meno che in Russia.