Le immagini di Istanbul di Ara Güler e Orhan Pamuk






Ara Güler's Istanbul

Ara Güler's Istanbul

Thames & Hudson ha da poco pubblicato Ara Güler’s Istanbul, volume in cui sono raccolte oltre centocinquanta immagini del grande fotografo, nato nel 1928 e soprannominato “l’occhio di Istanbul”, introdotte da una prefazione di Orhan Pamuk. I due celebri concittadini condividono un amore profondo e viscerale per Istanbul, per la sua identità molto complessa, storicamente stratificata e ricca di contraddizioni: non solo tra Oriente e Occidente, ma anche tra tradizione e modernità, tra memoria dei fasti passati e povertà, resistenza ai cambiamenti e vertiginose trasformazioni.

Nella sua autobiografia Istanbul. I ricordi e la città (2003), Pamuk aveva scelto di affiancare al suo  testo numerosi scatti, che non hanno mai una funzione meramente decorativa, di fatto attribuendo alla fotografia come linguaggio dignità pari alla parola scritta. Molte delle immagini presenti in questo libro, in cui le memorie personali e familiari si confondono con quelle della città di Istanbul sino a diventare una cosa sola, sono fotografie di Ara Güler, a cui lo scrittore tributa un omaggio devoto.

Pubblichiamo qui la traduzione del testo di Orhan Pamuk (Premio Nobel nel 2006) dedicato all’arte di Ara Güler, apparso sul “Financial Times” di sabato 17 ottobre 2009: Images of Istanbul.

Immagini di Istanbul

di Orhan Pamuk

Non ero ancora nato quando Ara Güler ha fatto le sue prime fotografie, nel 1947 [Orhan Pamuk è nato nel 1952, n.d.t.]. Ho notato il suo nome per la prima volta quando le sue fotografie sono apparse nel settimanale “Hayat” negli anni sessanta. Ogniqualvolta i giornali degli anni settanta avessero bisogno di un fotografo che realisticamente riflettesse lo spirito della città che lavora, sapevano che Güler avrebbe fornito loro le immagini migliori.

Ara Güler - Café de Kartal, 1956

Ara Güler - Café de Kartal, 1956

Poichè Güler era conosciuto anche come fotografo ritrattista di famosi scrittori e artisti, è stato quando mi ha fotografato per la prima volta nel 1994 che ho sentito di aver finalmente raggiunto il riconoscimento come scrittore. Ma sono realmente arrivato a conoscerlo come persona quando ho lavorato nei suoi archivi nel 2003, facendo ricerche per il mio libro Istanbul. Quello che volevo non erano le immagini famose di Güler che chiunque avrebbe riconosciuto: stavo cercando le scene di periferia che avrebbero rispecchiato l’hüzün, o melancolia, che io stavo descrivendo, e lo stato d’animo in bianco e nero della mia infanzia.

Ara Güler - Sur le pont de Galata, 1956

Ara Güler - Sur le pont de Galata, 1956

A quel punto avevo già scritto la maggior parte di Istanbul. Ma continuavo a trovare dettagli che avrei dovuto mettere nel mio libro. Ciò di cui mi resi conto – ciò che ho imparato, in modo straziante, mentre lavoravo al libro – è che scrivere un’autobiografia non significa passare in rassegna tutti i propri ricordi, preservandoli uno ad uno, ma dimenticarne la maggior parte, creando invece una storia fatta di quei ricordi che rifiutano di andarsene via.

Mentre lavoravo in archivio, ho visto l’attenzione che Güler rivolgeva ai suoi soggetti – pescatori che rammendano le loro reti nei caffè, disoccupati che bevono nelle osterie, bambini che rattoppano pneumatici davanti alle mura cadenti della città, spazzini, facchini, pellettieri e stradini, apprendisti avviati a forza a un lavoro pesante quando erano ancora ragazzini, fruttivendoli che spingono le loro carrette nelle strade alla ricerca di clienti, barcaioli che remando traghettano gli abitanti di Istanbul da una sponda all’altra del Corno d’Oro, pendolari che all’alba aspettano l’apertura del Ponte di Galata e quelli che guidano i primi taxi collettivi della giornata. E mi sono ricordato che Güler esprime sempre il suo legame con la città attraverso la sua gente.

La città non fa semplicemente da sfondo, né è presente per evocare strane immagini, poetiche o esotiche: Istanbul resta una parte inalienabile della gente che Güler ha  immortalato. Ho visto alcune delle fotografie di Ara Güler così tante volte che adesso le confondo con i miei stessi ricordi di Istanbul.

Ara Güler - Galatasaray, 1960

Ara Güler - Galatasaray, 1960

Spesso mi sorprendo a dire “Anch’io sono passato da questo posto, ho visto queste cose; sono stato là; sì, era esattamente così” – questi sentimenti non indicano tanto il riconoscimento che l’Istanbul di Ara Güler è una Istanbul del passato, quanto una lotta personale per ricongiungermi con i miei stessi ricordi, per convincermi che quello che vedo non è l’“arte” del fotografo ma la vita stessa.

(traduzione di Ilaria M.P. Barzaghi)

per le fotografie © Ara Güler

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  1. diggita.it - 19 dicembre 2009

    Le immagini di Istanbul di Ara Güler e Orhan Pamuk…

    Thames & Hudson ha da poco pubblicato Ara Güler’s Istanbul, volume in cui sono raccolte oltre centocinquanta immagini del grande fotografo, nato nel 1928 e soprannominato “l’occhio di Istanbul”, introdotte da una prefazione di Orhan Pamuk. I due celebr…

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