Fonti e Documenti – Settimana dal 2 all’8 maggio 2011






Per quanto riguarda le novità dal mondo degli archivi pubblici e privati la settimana dal 2 all’8 maggio si è rivelata piuttosto interessante:

La foto di una famiglia ebrea negli anni '30: è l'immagine che accoglie il visitatore sull'HP di Project Heart

La foto di una famiglia ebrea negli anni '30: è l'immagine che accoglie il visitatore sull'HP di Project Heart

Il 4 maggio su “Il Messaggero”, Michela Mastrodonato ha reso nota la notizia della creazione di un’enorme banca dati creata all’interno del progetto Project Heart il cui responsabile è Bobby Brown, già amministratore delegato dell’agenzia semigovernativa israeliana Jewish Agency for Israel che si propone di catalogare

i beni trafugati, rubati, estorti, sequestrati, confiscati o anche acquistati forzatamente agli ebrei durante la persecuzione e lo sterminio nazista.

Scopo ultimo non è la semplice catalogazione ma la restituzione ai legittimi proprietari (ed eredi) degli oggetti, il cui iter risulta piuttosto difficoltoso e il cui esito positivo non è naturalmente garantito. Dato l’enorme afflusso di dati (solo in una settimana sono arrivate più di 650 mila segnalazioni) e l’eterogeneità degli oggetti denunciati – dalle proprietà immobiliari ai libretti di risparmio – questa banca dati può costituire una risorsa interessante per lo studioso che si approcci al tema dell’Olocausto attraverso i canali della storia materiale. Il sito è disponibile in tredici lingue tra cui l’italiano.

Un ritratto di Laura Solera Mantegazza

Un ritratto di Laura Solera Mantegazza

La “pagina rosa” del Risorgimento risulta particolarmente gradita in questo centocinquantenario dell’Unità. Ha offerto il suo contributo in proposito Alessandro Agostinelli su “Il Riformista” il 6 maggio con un articolo dedicato alla figura di Laura Solera Mantegazza, dama milanese che trovò modo di sostenere le imprese risorgimentali fin dalle Cinque Giornate del ’48, quando la trentacinquenne moglie del fisiologo Paolo Mantegazza e madre di tre figli, «ebbe l’incarico dal Governo Provvisorio della Lombardia di organizzare un servizio di lettighe e cura dei feriti». Il rapporto tra la Solera e Garibaldi emerge dal carteggio ritrovato nelle carte personali del figlio della donna, Paolo Mantegazza, conservate presso il Museo di Storia Naturale di Firenze, del quale fu fondatore. Si delinea un ruolo che sarà tradizionale per le figure femminili che parteciperanno all’epopea garibaldina: quello del sostegno caritatevole e della promozione di iniziative sociali orientate alla tutela dei più deboli. Sono varie le iniziative in questo ambito intraprese dal 1850 da Laura Solera e Ismenia Sormani: dalla fondazione di un ricovero per i bambini di strada, alla scuola per madri analfabete. Peccato che nella lettura offerta da Agostinelli ci si soffermi poco sulla cultura di appartenenza di Laura Solera Mantegazza: è infatti proprio il suo cognome da donna sposata ad inserirla nel mondo della cultura scientifica della Belle Époque milanese, di stampo socialista – e da qui l’approccio “umanitario” – ma anche imbevuto di positivismo, delle suggestioni sociologiche di Auguste Comte e dei nuovi studi lombrosiani. Il compito sociale (e storico) svolto da Laura Solera delinea, infatti, un nuovo profilo di femminilità a metà tra azione e subordinazione così come fu definito sotto il profilo rigidamente scientifico e antropologico dal Mantegazza nelle sue opere da Fisiologia della donna (1893) a Fisiologia dell’amore (1873) e Fisiologia del piacere (1880). Il nuovo contributo documentale potrebbe aprire orizzonti di confronto sotto questo profilo, che il giornalista de “Il Riformista” non ha avuto modo di approfondire.

Il 7 maggio Daniele Abbiati ha raccontato ai lettori de “Il Giornale” che è stato ritrovato presso l’archivio privato del medico Alexandre Gentil, amico del contestato Louis-Ferdinad Céline del quale quest’anno ricorre il cinquantenario della scomparsa - anniversario che ha dato seguito a diverse polemiche in Francia (ne abbiamo parlato nell’articolo La “damnatio memoriae” di Céline) – un interessante carteggio tra lo scrittore di Viaggio al termine della notte e l’amico Gentil. Si tratta di 36 lettere datate tra il ’39 e il ’48. I documenti sono andati battuti all’asta presso la casa Artcurial di Parigi martedì 10 maggio: se li è aggiudicati un collezionista francese per circa centomila euro [Fonte: "Le Figaro"].

Ottavio Dinale, socialista modenese alla fine dell'800

Ottavio Dinale, socialista modenese alla fine dell'800

Sempre il 7 maggio Pantaleone Sergi su “L’Unità” segnala il reperimento presso l’Archivio di Stato di Matera della versione “mnemostenografata” del discorso tenuto da Benito Mussolini, il 10 dicembre del 1926, davanti ai prefetti appena nominati dal regime. Siamo all’indomani delle “leggi fascistissime” e i toni di Mussolini sono dei più accesi: mantenimento dell’ordine pubblico a qualsiasi costo anche a costo di sparare, e soprattutto di sparare contro chiunque provi a perturbarlo, dalle forze eversive agli stessi squadristi. A testimoniare l’autenticità del documento, sul quale grava il fatto di essere una trascrizione fatta “a memoria”, lo stesso autore del documento Ottavio Dinale, allora prefetto a Nuoro, ex esponente socialista e uno dei più fedeli seguaci di Mussolini fino alla sua fine. Dinale pubblicò inoltre – come puntualmente riportato nell’articolo – nel 1953, il volume Quarant’anni di colloqui con lui, un libro di memorie periziato anche da Emilio Gentile nel 2005 e che potrebbe essere una delle fonti dei presunti diari di Mussolini curati da Marcello Dell’Utri e andati in stampa nell’autunno del 201o per Bompiani e del cui caso ci siamo ampiamente occupati nell’articolo Approdano in libreria i presunti diari di Mussolini del 10 novembre 2010. Il documento ritrovato da Sergi consta di 45 righe dattilografate e ribadisce l’importanza della figura del prefetto durante la dittatura fascista, quale più alta autorità dello Stato nella Provincia cui tutti – gerarchi del Partito compresi – devono essere subordinati.

Articoli:

  • Michela Mastrodonato, Archivio on-line per restituire i beni confiscati agli ebrei, “Il Messaggero”, 4-5-2011
  • Alessandro Agostinelli, Le giubbe rosa di Garibaldi, “Il Riformista”, 6-5-2011
  • Daniele Abbiati, Le confessioni di Céline «Io non amo i vincitori», “Il Giornale”, 7-5-2011
  • Pantaleone Sergi, L’inedito. Mussolini ordinò ai prefetti: «Sparate su chi protesta», “l’Unità”, 7-5-2011

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