‘Fahre gli italiani’, quando la mostra va alla radio






Radio Telefunken anni'50

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No, non siamo anche noi vittima del cosiddetto analfabetismo di ritorno. Quell’acca di troppo serve a richiamare la vostra attenzione su uno degli eventi collaterali alle celebrazioni del 2 giugno, che – e la cosa non ci stupisce – vedrà nella città di Torino e in particolare nella mostra Fare gli Italiani il luogo e l’occasione per riflettere ancora una volta sull’identità e la storia italiane per le quali la Festa della Repubblica rappresenta una data simbolica di particolare importanza.

La trasmissione radiofonica Fahrenheit, che da oltre dieci anni racconta l’Italia (e il mondo) agli italiani attraverso romanzi, saggi, poesia riuscendo a costituire una sorta di biblioteca radiofonica costruita dalle voci e dalle parole degli scrittori e degli intellettuali del nostro tempo, andrà in onda giovedì 2 giugno su Radio 3 dalle 15.00 alle 18.00, direttamente dalle OGR di Torino con la puntata speciale “Fahre gli Italiani”. In occasione della Festa della Repubblica e dell’anniversario del primo voto delle donne italiane, la trasmissione si propone di scoprire quegli elementi che hanno unito gli italiani e quelli che invece li hanno divisi, partendo proprio dalle isole della mostra Fare gli Italiani curata da Esperienza Italia.

Non lo faranno da soli ma insieme a molti ospiti previsti al microfono di Marino Sinibaldi, dai curatori stessi a nomi importanti del panorama storiografico e culturale italiano: Giovanni De Luna, Anna Bravo, Aldo Agosti, Elena Loewenthal, Vittorio Marchis, Paolo Rosa, Maddalena Tirabassi, Maria Airaudo, Massimo Ottolenghi, Margherita Oggero, Gianluca Favetto, Giancarlo Caselli, Luca Morino, Fabio Geda, Marco Revelli, Adolfo Scotto di Luzio, Hamid Ziarati, Younis Tawfik.

Perché dunque non scegliere questo canale per festeggiare il 2 giugno? Si aprono le possibilità per un viaggio speciale alla riscoperta dell’identità italiana attraverso le voci e le parole della radio. Per confrontarsi con la storia, ma anche con l’emozione del ricordo attraverso il mezzo di comunicazione che maggiormente spalanca le porte dell’immaginario. Non ci resta che augurarvi buon ascolto e una meno celebrata e più vissuta festa della Repubblica.

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