<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blogstoria &#187; Referendum</title>
	<atom:link href="http://www.blogstoria.it/category/elezioni/referendum-elezioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blogstoria.it</link>
	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Dec 2011 15:08:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Storia dei referendum abrogativi in Italia</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/06/23/la-storia-dei-referendum-abrogativi-in-italia/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2009/06/23/la-storia-dei-referendum-abrogativi-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 19:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Storia d'Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=348</guid>
		<description><![CDATA[Alle porte del referendum per l'abrogazione di alcuni emendamenti dell'attuale legge elettorale ci sembra opportuno ricostruire una breve storia dei referendum abrogativi in Italia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/referendum.jpg"><img class="size-full wp-image-2873 alignleft" title="Referendum" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/referendum.jpg" alt="Referendum" width="201" height="201" /></a>Breve storia dei 53 referendum abrogativi svoltisi in Italia</p>
<p>L&#8217;istituto referendario entra nell&#8217;ordinamento giuridico italiano all&#8217;entrata in vigore della Costituzione nel 1948.  L&#8217;<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131337/131354/131360/articolo.htm" target="_blank">articolo 75</a> prevede infatti che sia &#8220;indetto <em>referendum</em> popolare per deliberare l&#8217;abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge , quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali&#8221;. Tuttavia gli italiani dovettero attendere 22 anni, sino al 1970, prima di poter utilizzare la scheda referendaria.</p>
<p>Come ricorda il documento radicale su  “<a href="http://www.radicali.it/view.php?id=141025" target="_blank">La peste italiana</a>”:</p>
<blockquote><p>il voto referendario si affianca con pari dignità a quello elettivo nello schema di Costituzione che il presidente della Costituente, Meuccio Ruini, presenta alla Commissione dei 75 in seduta plenaria il 28 novembre 1946, a conclusione dei lavori delle sottocommissioni. Si legge infatti, in quello schema sotto il titolo III sui “Diritti politici”: diritto di voto; di referendum; di iniziativa legislativa; di petizione”. Il testo della Costituzione inserisce l’istituto referendario nella sezione che riguarda “La formazione delle leggi”, viene quindi riconosciuto al popolo &#8211; soggetto cui appartiene la sovranità ex art. 1 &#8211; di partecipare al potere legislativo attraverso la possibilità di abrogare in tutto o in parte le leggi approvate dal Parlamento. L&#8217;art. 75, circostanziato e preciso, stabilisce &#8211; comma secondo &#8211; le leggi sulle quali non è possibile chiedere il referendum, sancendo così che su tutto il resto il ricorso a questo istituto è ammissibile. Il quinto e ultimo comma dell&#8217;art. 75 recita: “La legge determina le modalità di attuazione del referendum”. Dunque sono solo le modalità di attuazione sulle quali deve intervenire la legge ordinaria. L&#8217;unico controllo che il legislatore costituente affida alla magistratura riguarda la regolarità delle firme e delle procedure di raccolta e, nel merito, che il contenuto delle leggi sottoposte a referendum abrogativo non sia compreso nelle tre fattispecie di legge (solo tre) stabilite nel secondo comma dell&#8217;art. 75.</p></blockquote>
<p>Nel 1953, una legge costituzionale precisa che “Spetta alla Corte costituzionale giudicare se le richieste di referendum abrogativo presentate a norma dell&#8217;art. 75 della Costituzione siano ammissibili ai sensi del secondo comma dell&#8217;articolo stesso”.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/23/la-storia-dei-referendum-abrogativi-in-italia/">» Continua la lettura...  Storia dei referendum abrogativi in Italia</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2009/06/23/la-storia-dei-referendum-abrogativi-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

