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	<title>Blogstoria &#187; Germania</title>
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	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
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		<title>La resistenza all&#8217;interno del Terzo Reich. Il novantesimo anniversario della nascita di Sophie Scholl</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 09:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Scigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Ricorrenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Sophie Scholl e la Weisse Rose: un approfondimento sulla resistenza antinazista in Germania che partì delle Sacre Scritture e dal patrimonio culturale tedesco per opporsi a Hitler...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4243" class="wp-caption alignleft" style="width: 229px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/Nuova-immagine.jpg"><img class="size-medium wp-image-4243 " src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/Nuova-immagine-219x300.jpg" alt="Sophie Scholl" width="219" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sophie Scholl</p></div>
<p>Il 9 maggio 2011 ricorre il novantesimo anniversario della nascita della patriota tedesca Sophie Scholl, esempio della resistenza non-violenta all&#8217;interno del Reich nazista. Si è deciso di commemorare la sua nascita anziché la sua morte perchè crediamo di fare giustizia &#8211; a lei in primis &#8211; rimarcandone la vita e non la tragica fine. Una vita caratterizzata dalla ricerca della libertà e della fratellanza.</p>
<p>L&#8217;opposizione di Sophie al regime hitleriano matura fin dalla giovane età: già a 16 anni, in seguito all&#8217;arresto del fratello Hans, comincia ad opporsi più o meno apertamente al nazismo. La sua posizione antinazista viene ampiamente stimolata all&#8217;interno dell&#8217;ambiente familiare. Il padre Robert non nasconde ai figli le critiche verso Hitler e per questo stesso motivo viene arrestato nel 1942.</p>
<p>La biografia di Sophie Scholl mette in luce una forma di resistenza che si radica nella sua sincera fede nel Cristianesimo e nella Provvidenza: dai Vangeli la ragazza acquisisce il modello della ferma, ma pacifica, lotta all&#8217;oppressore, il valore della dignità dell&#8217;Uomo. Secondo queste linee guida opera contro i nazisti dei quali denuncia la natura antitetica rispetto ai valori della vita.  Dopo essersi diplomata inizia a lavorare presso un asilo come educatrice onde evitare il <em>Reichsarbeitsdienst </em>(il servizio di lavoro obbligatorio per il regime hitleriano) ma non le viene riconosciuta l&#8217;idoneità per frequentare l&#8217;Università di Monaco e quindi, nel 1941, proprio attraverso il <em>Reichsarbeitsdienst </em> viene inviata a Blumberg come maestra in una scuola materna.  Nei sei mesi trascorsi sotto le dipendenze dirette dell&#8217;amministrazione nazista si acuisce l&#8217;insofferenza rispetto al regime ed inizia così la sua “resistenza passiva”.<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2011/05/09/la-resistenza-allinterno-del-terzo-reich-il-novantesimo-anniversario-della-nascita-di-sophie-scholl/">» Continua la lettura...  La resistenza all&#8217;interno del Terzo Reich. Il novantesimo anniversario della nascita di Sophie Scholl</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Simulazioni di passato: l’archeologia sperimentale</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/11/21/simulazioni-di-passato-l%e2%80%99archeologia-sperimentale/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 00:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria M. P. Barzaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Josef Löffl]]></category>
		<category><![CDATA[legioni romane]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste una disciplina storica, poco nota ai non specialisti, che si prefigge di ricostruire, adottando il metodo sperimentale ovvero per mezzo di esperimenti, le circostanze concrete e le condizioni materiali relative ad un determinato momento o evento storico: è l'archeologia sperimentale. Le sue ricostruzioni non sono spettacoli, ma progetti scientifici sperimentali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Ricostruzione storica&#8221; è un&#8217;espressione che fa pensare al cinema e alle </em><em>fiction televisive  (in questi ultimi anni, per esempio, sta riscuotendo grande successo anche in Italia la serie </em>Roma<em>), come alle grandi trasmissioni di divulgazione storica e,  prima ancora, alle complesse messinscene rievocative di battaglie e altri fatti storici (per non parlare dei romanzi storici). &#8220;Simulazione storica&#8221; può addirittura evocare </em>videogames<em>, giochi di ruolo e realtà virtuale. Nel complesso, fenomeni che fanno variamente parte della sfera dell&#8217;</em>infotainment<em>. </em></p>
<p><em>Ma esiste una disciplina storica, poco nota ai non specialisti, che si prefigge di ricostruire, adottando il metodo sperimentale ovvero per mezzo di esperimenti, le circostanze concrete e le condizioni materiali relative ad un determinato momento o evento storico: è l&#8217;archeologia sperimentale. Le sue ricostruzioni non sono spettacoli, ma progetti scientifici sperimentali. Di notevole utilità per la comprensione della cultura materiale e per la storia della tecnologia, l&#8217;archeologia sperimentale è preziosa per la ricostruzione delle condizioni di vita delle più svariate epoche storiche e civiltà, a partire da preistoria e antichità.</em></p>
<div id="attachment_999" class="wp-caption alignright" style="width: 354px"><img class="size-full wp-image-999 " title="Marcia Trans Alpes (progetto di Josef Löffl), da Regensburg a Trento, 2004" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/11/Copia-di-http___legion-regensburg3.bmp" alt="Marcia Trans Alpes (progetto di Josef Löffl), da Regensburg a Trento, 2004" width="344" height="292" /><p class="wp-caption-text">Marcia Trans Alpes (progetto di Josef Löffl), da Regensburg a Trento, 2004</p></div>
<p><em>Traduciamo qui di seguito l’interessante testimonianza di <strong>Josef Löffl</strong>, archeologo sperimentale dell’Università di Ratisbona, pubblicata su “FT Weekend Magazine” &#8211; </em>The Europe Issue<em>,  rotocalco del “Financial Times”, il 31 ottobre 2009 (</em><a href="http://www.ft.com/cms/s/2/e38bbb36-c20b-11de-be3a-00144feab49a.html" target="_blank">First Person: Josef Löffl. As told to Serge Debrebant</a><em>). Lo studioso racconta la recente riproduzione della marcia di un drappello di legionari romani del III secolo d.C.: 350 miglia dall&#8217;Austria a Ratisbona, lungo il Danubio.</em></p>
<p><strong>Sapevo che la  spedizione non sarebbe stata facile.</strong> Secondo i miei calcoli, c’era un ottanta per cento di possibilità che non ce la facessimo.</p>
<p>Con otto studenti e un ricercatore, volevo ricostruire una marcia di 350 miglia di un’unità militare romana del terzo secolo.</p>
<p>Volevamo indossare le uniformi dei legionari, mangiare il cibo dei legionari e dormire in tende romane. Il nostro itinerario ci avrebbe guidato lungo il Danubio dall’Austria a Regensburg (Ratisbona), la città della  Baviera dove io sto scrivendo la mia dissertazione in storia romana.</p>
<blockquote><p>Ci siamo preparati per quattordici mesi. Ciascuno di noi ha dovuto confezionare una <em>tunica</em> (una veste di lana), un <em>subarmalis</em> (un indumento da indossare sotto l’armatura) e altri abiti. Abbiamo dovuto anche forgiare armi, elmi, scudi e armature per il corpo e fare dei calzari “Ramshaw” &#8211; calzari piatti, senza tacco, con suole chiodate.</p></blockquote>
<p>Questi calzari sono stati la prima cosa a cui abbiamo dovuto adattarci. Sembrava di camminare con gli zoccoli, senza alcuna sospensione. Prima ci sono venute le vesciche. Ben presto, ci hanno fatto male le caviglie e le ginocchia. Quando attraversavamo le strade d’asfalto, dovevamo fare i passi con attenzione per evitare di scivolare e cadere.</p>
<div id="attachment_985" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-985 " title="Calzature romane tipo Ramshaw" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/11/ramshaw-boots-150x150.jpg" alt="Calzature romane tipo Ramshaw" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Calzature romane tipo Ramshaw</p></div>
<p>La seconda difficoltà è stata trasportare l’equipaggiamento. Ognuno di noi aveva più di 70 libbre [<em>=circa 32 kg, n.d.t.</em>] di dotazione. Le cinghie di pelle del nostro bagaglio ci strozzavano anche se indossavamo grosse pezze di lana per proteggerci il collo. Alcuni studenti non hanno indossato l’armamentario in modo appropriato e si sono lacerati la pelle fino a sanguinare.</p>
<p>Nessuno era preparato fisicamente – eravamo tutti dei pantofolai. Il primo giorno, ci abbiamo messo quattro ore più del previsto. Era frustrante, ma sapevo che a un certo punto avremmo vinto queste difficoltà. È andata così quando, nel 2004, ho attraversato le Alpi con undici studenti e quando, nel 2006, ho disceso il Danubio fino a Budapest in una galea a remi fatta alla maniera romana.</p>
<p>Questo tipo di ricerca si chiama “archeologia sperimentale”. Ci sono altri gruppi impegnati in ricostruzioni storiche, ma il nostro esperimento era su scala molto più ampia. Uno scopo era capire in che modo l’alimentazione influenza le nostre capacità fisiche.</p>
<blockquote><p>Ci siamo attenuti a una dieta romana, con zuppa di cereali, stufato di piselli, carne salata, <em>panis militaris</em> (una sorta di pane) o <em>moretum</em> (un piatto romano a base di formaggio). Abbiamo bevuto acqua e <em>posta</em>, un misto di acqua e aceto. All’inizio mi sembrava avesse uno strano sapore, ma dopo un po’ l’ho trovato rinfrescante.</p></blockquote>
<div id="attachment_977" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-977 " title="Moretum (pietanza romana a base di formaggio con erbe, pestata in un mortaio)" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/11/Copia-di-Moretum3-300x220.jpg" alt="Moretum (pietanza romana a base di formaggio con erbe, pestata in un mortaio)" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">Moretum (pietanza romana a base di formaggio con erbe, pestata in un mortaio)</p></div>
<p>Bevevamo una media di sei litri di liquidi al giorno. Sudavamo continuamente, ma avevamo un solo cambio d’abiti. Iniziarono lentamente a cadere a pezzi, e noi puzzavamo. Poiché dovevamo usare grasso e cera per mantenere il pellame e lubrificare l’armatura, gli abiti si sporcarono rapidamente – non era molto piacevole metterseli la mattina. I passanti erano solitamente amichevoli, ma una volta sentito il nostro odore, ci tenevano a distanza.</p>
<p>Le nostre giornate cominciavano alle tre e mezzo del mattino. Smontavamo le tende, impacchettavamo il nostro bagaglio e cominciavamo la nostra marcia. Dopo due o tre ore, facevamo una pausa, poi camminavamo per altre due o tre ore, poi riposavamo, e così via. La nostra giornata di marcia generalmente finiva a mezzogiorno.</p>
<p>Dopo la prima settimana, uno studente ha dovuto rinunciare, ma il resto di noi è riuscito ad adattarsi. Abbiamo marciato con il temporale, la grandine e la canicola estiva. Il cibo era ricco di sostanze nutrienti e ci ha aiutato a resistere. Alcuni soldati austriaci che abbiamo incontrato lungo il percorso ci hanno detto che la nostra marcia era molto più dura di qualunque cosa avessero dovuto sopportare.</p>
<p>Quando, dopo un mese, siamo arrivati a Regensburg, ognuno di noi aveva perso circa 8 chili di peso. Eravamo esausti, ma mentalmente rinvigoriti. In un certo senso, è stata una specie di vacanza. Non avevamo telefoni cellulari o alcun appuntamento da rispettare. Ci eravamo presi una pausa dalla vita moderna.</p>
<p>Io sono convinto che una spedizione come questa permetta di capire della vita di un legionario molto più di cinque anni di ricerche in biblioteca. Entro due o tre anni, voglio dare inizio al mio prossimo esperimento. Voglio vestirmi da gladiatore e combattere.</p>
<p>(traduzione di Ilaria M.P. Barzaghi)</p>
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		<title>Rassegne storiche &#8211; 20 settembre &#8211; Speciale Estate</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:18:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la pausa estiva "Rassegne Storiche" riprende con uno speciale dedicato agli articoli più interessanti usciti sulla stampa nel mese di agosto e nelle prime settimane di settembre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/clio11.jpg"><img class="size-medium wp-image-869 alignright" title="Clio" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/clio11-243x300.jpg" alt="Clio" width="194" height="240" /></a>Dopo la pausa estiva &#8220;Rassegne Storiche&#8221; riprende con uno speciale dedicato agli articoli più interessanti usciti sulla stampa nel mese di agosto e nelle prime settimane di settembre. Il risultato è una Rassegna Stampa tematica che ricostruisce il dibattito su alcuni temi di interesse storiografico:</p>
<p>Il 7o° anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale:</p>
<ul>
<li>Raffaello Uboldi, <em>&#8220;Dalla Polonia partì l&#8217;apocalisse&#8221;</em>, Il Messaggero, 25 agosto 2009</li>
<li>Antonio Giuliano, <em>&#8220;Hitler, Chamberlain e la guerra sporca&#8221;. Intervista allo storico Richard Overy</em>, Avvenire, 26 agosto 2009</li>
<li>Aurelio Lepre, <em>&#8220;Danzica e la retorica da evitare&#8221;</em>, Il Mattino, 29 agosto 2009</li>
<li>Sergio Romano, <em>&#8220;Danzica, 1° settembre 1939. La guerra di Hitler&#8221;</em>, Corriere della Sera, 31 agosto 2009</li>
<li>Bernardo Valli, <em>&#8220;Danzica 70 anni dopo&#8221;</em>, La Repubblica, 31 agosto 2009</li>
<li><em>&#8220;Dossier russo con documenti inediti anni 30</em>.<em> Per Varsavia il vero nemico era l&#8217;Urss&#8221;</em>, La Stampa, 2 settembre 2009</li>
<li>Luciano Ummarino, <em>&#8220;Invadere la Polonia era inevitabile. Il Prc sul patto Molotov-Ribbentrop&#8221;</em>, L&#8217;Altro, 12 settembre 2009</li>
</ul><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/09/20/rassegne-storiche-20-settembre-speciale-estate/">» Continua la lettura...  Rassegne storiche &#8211; 20 settembre &#8211; Speciale Estate</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>I verbali di Hitler</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Cuzzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del volume di Helmut Heiber "I Verbali di Hitler" (1942-1943) ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_891" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://www.leg.it/index.html" target="_blank"><img class="size-full wp-image-891" title="Copertina del volume &quot;I verbali di Hitler&quot;" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/09/verbali_hitler.jpg" alt="Copertina del volume &quot;I verbali di Hitler&quot;" width="120" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del volume &quot;I verbali di Hitler&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Curato dallo storico di Monaco Helmut Heiber, sta per giungere in libreria, edito dalla LEG _ Libreria editrice goriziana il primo volume de &#8220;I Verbali di Hitler&#8221; (1942-1943). Si tratta della raccolta delle registrazioni stenografiche dei colloqui che il Fuehrer ebbe con i suoi collaboratori militari e politici nel biennio cruciale della Seconda guerra mondiale, quello che &#8211; inaugurato con la &#8220;soluzione finale&#8221; si concluse con il definitivo rovescio di Stalingrado. In mezzo, le battaglie della &#8220;svolta&#8221;, da El-Alamein alle prime cocenti sconfitte dell&#8217;alleato giapponese in Estremo oriente fino al collasso italiano. Da questo punto di vista, i verbali di Hitler rappresentano una ghiotta occasione per conoscere il pensiero del dittatore nazista nei giorni immediatamente successivi alla caduta del fascismo e in quelli contestuali all&#8217;armistizio dell&#8217;ex alleato italiano. Una lettura senz&#8217;altro da non perdere.</p>
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		<title>8 settembre 1943: lo sguardo tedesco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 21:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piero Petrillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 66° anniversario dell'8 settembre Paolo Petrillo in occasione dell'uscita del suo volume "Ich erinnere mich" racconta quello che fu il punto di vista dei soldati tedeschi su una delle date più drammatiche della storia dell'Italia contemporanea...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_881" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/09/8-settembre.jpg"><img class="size-medium wp-image-881" title="&quot;Corriere della sera&quot; 8 settembre 1943" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/09/8-settembre-218x300.jpg" alt="&quot;Corriere della sera&quot; 8 settembre 1943" width="218" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Corriere della sera&quot; 8 settembre 1943</p></div>
<p>Nel clima di fervente dibattito attorno all&#8217;organizzazione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell&#8217;Unità italiana, il ricorrere dei 66 anni del drammatico crocevia dell&#8217;8 settembre è passato quest&#8217;anno in sordina.</p>
<p>Dopo la popolarità raggiunta appena due anni fa quando Beppe Grillo aveva rispolverato la memoria della data più drammatica della storia italiana in occasione del V-day, il ricordo dell&#8217;8 settembre, giorno della lacerazione nazionale, e simbolo della sconfitta dell&#8217;Italia in guerra, è caduto nuovamente nell&#8217;oblio.</p>
<p>&#8220;Il Riformista&#8221; dell&#8217;8 settembre è una delle poche testate che ha dedicato un lungo articolo all&#8217;anniversario, pubblicando un estratto del libro di Paolo Petrillo, la cui uscita è prevista per l&#8217;autunno del 2010, &#8220;Ich erinnere mich&#8221; (io mi ricordo&#8230;). Il libro, che raccoglie le testimonianze di ex soldati tedeschi sull&#8217;8 settembre si propone di ricostruire la prospettiva tedesca su quella fatidica data che segnò  la rottura definitiva con l&#8217;alleato nazista.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/09/10/8-settembre-43-lo-sguardo-tedesco/">» Continua la lettura...  8 settembre 1943: lo sguardo tedesco</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Rassegne Storiche 24 giugno: puntata speciale dedicata a Ralf Dahrendorf</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 21:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puntata speciale di "Rassegne storiche" interamente dedicata a Ralf Dahrendorf...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_362" class="wp-caption alignleft" style="width: 251px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/dahrendorf.jpg"><img class="size-medium wp-image-362 " title="Ralf Dahrendorf" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/dahrendorf-241x300.jpg" alt="Ralf Dahrendorf" width="241" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ralf Dahrendorf</p></div>
<p>Ralf Dahrendorf nacque ad Amburgo il 1 maggio 1929. Cresciuto sotto il nazismo, a cui a soli quindicianni si oppose, finendo in carcere dal novembre 1944 al gennaio 1945, studiò filosofia e filologia classica ad Amburgo e sociologia alla London School of Economics tra il &#8217;47 e il &#8217;52.</p>
<p>Nel &#8217;58 inizia l&#8217;attività universitaria in Germania, nel &#8217;69 entra nel parlamento tedesco nelle fila dei liberali, poi come sottosegretario agli esteri di Willy Brandt. Nel &#8217;70 entra nella Commissione Europea a Bruxelles.</p>
<p>Dal &#8217;74 all&#8217;84 dirige la London School of Economics, dall&#8217;87 al &#8217;97 è rettore del St.Antony College a Oxford.</p>
<p>Cittadino britannico dall&#8217;88, nel &#8217;93 è nominato Lord dalla Regina.</p>
<p>A una settimana dalla sua scomparsa , avvenuta lo scorso 18 giugno, dedichiamo una puntata speciale delle nostre Rassegne Storiche al dibattito attorno alla sua figura nato sui  principali quotidiani italiani in questi giorni.</p>
<p>Articoli di Jürgen Habermas, Angelo Panebianco, Mario Ricciardi, Antonio Polito, Andrea Romano, Danilo Taino, Luigi Mascheroni, Ermanno Vitale, Anna Simone, Maurizio Bruni, Franco Ferrarotti.</p>

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