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	<title>Blogstoria &#187; Medio Oriente</title>
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	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
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		<title>La fine di Osama Bin Laden: quando il corpo del nemico ucciso chiude un capitolo di storia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 15:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Storia degli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia che oggi ha catturato l'attenzione di tutto il mondo è quella dell'uccisione di Osama Bin Laden da parte dell'esercito USA. Una morte (e un corpo scomparso) con la quale si vuole chiudere simbolicamente la storia difficile di un decennio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/americani-in-festa.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-4177" title="I festeggiamenti negli Usa alla notizia della morte di Osama Bin Laden (2 maggio 2011)" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/americani-in-festa.jpeg" alt="I festeggiamenti negli Usa alla notizia della morte di Osama Bin Laden (2 maggio 2011)" width="306" height="228" /></a>Mentre in Italia si chiudeva la lunga giornata del primo maggio, divisa tra i rituali tradizionali della Festa dei Lavoratori e l&#8217;eccezionalissima beatificazione di Papa Wojtyla, una domenica ricca di simboli, liturgie, santi e corpi beati, le immagini di un altro corpo dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano -- quello di Osama Bin Laden ucciso dalle forze armate americane a 70 km da Islamabad, in Pakistan -- davano inizio a una fragorosa quanto spontanea celebrazione di massa che da Washington si è estesa a tutti gli Stati Uniti. Cori, inni e una folla che si è riversata nelle strade impugnando la bandiera a stelle e strisce per celebrare l&#8217;atto simbolico che sancisce la fine di uno dei decenni più bui della storia americana.</p>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/cattura-bin-laden-usa_290x435.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4178" title="I festeggiamenti negli Usa alla notizia della morte di Osama Bin Laden (2 maggio 2011)" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/cattura-bin-laden-usa_290x435-200x300.jpg" alt="I festeggiamenti negli Usa alla notizia della morte di Osama Bin Laden (2 maggio 2011)" width="200" height="300" /></a>L&#8217;Italia che oggi, ancora stordita dalle varie mobilitazioni -- chi per il Papa, chi per salvare la dignità di un Primo Maggio ingurgitato dai rituali cattolici -, ha aperto i giornali online si è trovata davanti il volto tumefatto di Osama Bin Laden -- rivelatosi poi un falso diffuso dalla tv pakistana (<a href="http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_02/foto-osama-vero-falso_209f8cd6-749a-11e0-a12f-3a82d10cc9fa.shtml" target="_blank">leggi l&#8217;articolo del Corriere</a>) -- <em>il nemico</em> dell&#8217;Occidente negli ultimi 10 anni, a introdurre quella notizia attesa dall&#8217;indomani dell&#8217;11 settembre 2001: la fine del leader di Al Qaeda per mano dell&#8217;esercito americano. E l&#8217;estenuante attesa e le spontanee celebrazioni patriottiche che ne sono conseguite e che hanno ricordato come quella combattuta in questi dieci anni sia stata una guerra tutta americana (aldilà delle varie partecipazioni militari), ci hanno riportato -- se non per il carattere multimediale dell&#8217;evento, totalmente calato nel XXI secolo -- nel cuore del &#8217;900. Hitler, Mussolini, Ceausescu: personaggi pubblici la cui fine biologica ha sancito la chiusura simbolica di una pagina (dolorosa) della storia.</p>
<p>Il nuovo millennio sembra non spezzare affatto il paradigma dell&#8217;identificazione simbolica tra corpo del leader e messaggio politico, tra la sua esecuzione e il rituale giudiziario (lo stesso presidente Obama ha utilizzato nel suo discorso l&#8217;espressione «justice has been done»), della sovrapposizione tra spettacolarizzazione dell&#8217;uccisione del nemico e celebrazione dei valori fondativi della nazione. Basta ascoltare le parole pronunciate dal presidente Obama per rendere nota la notizia dell&#8217;uccisione di Osama Bin Laden ai cittadini americani per rendersene conto:</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3V0ISgosTlQ"><img src="http://img.youtube.com/vi/3V0ISgosTlQ/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3V0ISgosTlQ">www.youtube.com/watch?v=3V0ISgosTlQ</a></p></p>
<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2011/05/02/la-fine-di-osama-bin-laden-quando-il-corpo-del-nemico-ucciso-chiude-un-capitolo-di-storia/">» Continua la lettura...  La fine di Osama Bin Laden: quando il corpo del nemico ucciso chiude un capitolo di storia</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Conoscere “L’altro Islam” – Recensione del nuovo volume di Karim Mezran e Ahmad Gianpiero Vincenzo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 10:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Islam. Ahmad Gianpiero Vincenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Karim Mezran]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Campanini]]></category>
		<category><![CDATA[Middle East]]></category>
		<category><![CDATA[multiculturalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[studi mediorientali]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova rubrica di video-recensioni di BlogStoria! Iniziamo con il volume di Karim Mezran e Ahmad Gianpiero Vincenzo "L'altro Islam", Rubettino, 2011...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4159" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/Al-Haram-Al-sharif-Mecca-Al-Mokarama-Saudi-Arabia8D1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4159" title="Musulmani in preghiera alla Mecca" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/Al-Haram-Al-sharif-Mecca-Al-Mokarama-Saudi-Arabia8D1-300x212.jpg" alt="Musulmani in preghiera alla Mecca" width="255" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Musulmani in preghiera alla Mecca</p></div>
<p>La redazione di BlogStoria inaugura una nuova rubrica dedicata a video-recensioni di volumi &#8211; saggi, manuali, romanzi &#8211; di interesse storiografico. Apriamo questa rubrica entrando subito &#8220;in contraddizione&#8221; e presentandovi il volume di due non-storici: <strong><em>L&#8217;altro Islam </em></strong> edito da Rubettino nel gennaio 2011 di Karim Mezran e Ahmad Gianpiero Vincenzo. Di Karim Mezran vi avevamo già presentato il volume curato insieme a Massimo Campanini, <em><strong><a href="http://www.blogstoria.it/2011/02/15/verso-la-transizione-democratica-parte-ii-i-fratelli-musulmani/">I fratelli musulmani nel mondo contemporaneo</a> </strong></em>(<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8802081921?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8802081921" target="_blank">»compralo su Amazon.it a 14,30 euro</a>), uscito per Utet nel 2010 e diventato uno dei volumi più richiesti attualmente per tentare di interpretare le dinamiche in corso nel mondo musulmano, dopo il crollo del regime di Mubarak in Egitto nel gennaio 2011.</p>
<p>In quell&#8217;occasione avevamo sottolineato l&#8217;assenza di una solida tradizione storiografica nazionale sul mondo arabo e musulmano, il cui studio risulta di fatto lasciato esclusivamente nelle mani degli orientalisti, degli esperti di studi sociali e politici e degli internazionalisti. E l&#8217;effetto di questo interesse ancora troppo parziale da parte della storiografia si avverte confrontandosi proprio con questi studi, tra cui lo stesso recente volume di Mezran e Vincenzo <strong><em>L&#8217;altro Islam</em></strong>. In questi saggi, interessanti da molti punti di vista, la storia viene utilizzata come semplice bagaglio cronologico a cui attingere fatti, eventi e personaggio a suffragio di modelli politologici, sociologici e di relazioni internazionali. Un uso quindi assolutamente parziale della storia, che non viene utilizzata per interpretare le dinamiche in corso, ma solo come sostegno dell&#8217;interpretazione che, in linea con l&#8217;orientamento disciplinare, viene lasciata alla teoria politica e alla sociologia. Eppure proprio questi testi forniscono allo storico molti strumenti e categorie interpretative sulle quali lavorare per approcciarsi, stavolta sì <em>storicamente</em>, al mondo islamico.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2011/04/30/conoscere-laltro-islam-recensione-del-nuovo-volume-di-karim-mezran-e-ahmad-gianpiero-vincenzo/">» Continua la lettura...  Conoscere “L’altro Islam” – Recensione del nuovo volume di Karim Mezran e Ahmad Gianpiero Vincenzo</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Proteste in Iran</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/06/16/proteste-in-iran/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 21:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[Rivoluzione verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Riteniamo sia utile pubblicare alcuni dei video che i manifestanti iraniani stanno riuscendo a pubblicare in queste ore, nonostante l'oscuramento dei principali social network. Oltre a un atto di valore civile, riteniamo sia interessante soffermarsi a valutare come questi documenti costituiscano fonti indispensabili per lo storico di domani che desideri accingersi a ricostruire gli eventi di questi giorni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_266" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-266 " title="Manifestazioni in Iran, 15 giugno 2009" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/iran-300x195.jpg" alt="Manifestazioni in Iran, 15 giugno 2009" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">Manifestazioni in Iran, 15 giugno 2009</p></div>
<p>Riteniamo sia utile pubblicare alcuni dei video che i manifestanti iraniani stanno riuscendo a pubblicare in queste ore, nonostante l&#8217;oscuramento dei principali social network. Oltre a un atto di valore civile, riteniamo sia interessante soffermarsi a valutare come questi documenti costituiscano fonti indispensabili per lo storico di domani che desideri accingersi a ricostruire gli eventi di questi giorni.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/16/proteste-in-iran/">» Continua la lettura...  Proteste in Iran</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni in Iran</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/06/16/elezioni-in-iran/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 09:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Roberto Gressi denuncia oggi sul Corriere della sera il silenzio delle piazze italiane riguardo ciò che sta accadendo in Iran, nonostante il successo dello scorso anno del film di Marjane Satrapi, Persepolis, che raccontava le impossibili condizioni di vita nelle Teheran khomeinista...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_258" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.corriere.it/gallery/Esteri/vuoto.shtml?2009/06_Giugno/iran/3&amp;1"><img class="size-medium wp-image-258 " title="Manifestazioni in Iran" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/manifestazioni-in-iran-300x184.jpg" alt="Manifestazioni in Iran" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestazioni in Iran</p></div>
<blockquote><p><strong>Marjane:</strong> <em>Hai idea di quanto è difficile dire alla gente di essere iraniana??</em></p>
<p><strong>Nonna: </strong><em>E questo ti sembra un buon motivo per rinnegare le tue origini?!</em></p>
<p><em>Persepolis </em>di Marjane Satrapi, Francia/Usa 2007</p></blockquote>
<p>Roberto Gressi denuncia oggi sul Corriere della sera il silenzio delle piazze italiane riguardo ciò che sta accadendo in Iran, nonostante il successo dello scorso anno del film di Marjane Satrapi, <em>Persepolis</em>, che raccontava le impossibili condizioni di vita nelle Teheran khomeinista.</p>
<p>Un silenzio pesante che certifica come le &#8220;masse&#8221; (argomento molto discusso in questi giorni) siano abbandonate alla loro indifferenza, senza che nessuna parte politica (e si ci riferisce all&#8217;ampio panorama della sinistra italiana) si mostri interessata a &#8220;mobilitarsi per mobilitarle&#8221;. Anche il terremoto che rischia di eplodere in Iran pare lasciare indifferente l&#8217;opinione pubblica nazionale, isolandola in questa Europa sempre più a destra e sempre più xenofoba che però ha trovato la forza di mobilitarsi, seppur timidamente, davanti al terremoto iraniano.</p>
<p>Deficit di coscienza politica o di conoscenza storica?</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/16/elezioni-in-iran/">» Continua la lettura...  Elezioni in Iran</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>La nascita dello stato palestinese</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/06/15/la-nascita-dello-stato-palestinese/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Conflitto arabo-israeliano]]></category>
		<category><![CDATA[Stato Palestinese]]></category>

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		<description><![CDATA[È sulle prime pagine di tutti i giornali di oggi il discorso che il leader israeliano Netanyahu ha tenuto ieri presso l'Università di Barl Ilan di Tel Aviv (il più prestigioso campusu del nazionalismo religioso) a riguardo della possibile nascita di uno stato palestinese...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_244" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-244 " title="La città di Gerusalemme" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/gerusalemme-300x218.jpg" alt="La città di Gerusalemme" width="300" height="218" /><p class="wp-caption-text">La città di Gerusalemme</p></div>
<blockquote><p><em>A Land Without People for a People Without Land.</em></p>
<p>Lord Anthony Ashley Cooper</p></blockquote>
<p>È sulle prime pagine di tutti i giornali di oggi il discorso che il leader israeliano Netanyahu ha tenuto ieri presso l&#8217;Università di Barl Ilan di Tel Aviv (il più prestigioso campusu del nazionalismo religioso) a riguardo della possibile nascita di uno stato palestinese:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_14/netanyahu_si_stato_palestinese_ma_demilitarizzato_c726aa3e-5904-11de-903c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere.it</a> | <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/medio-oriente-53/stabile-15giu/stabile-15giu.html" target="_blank">Repubblica.it</a> | Lastampa.it</p>
<p>Il discorso, di circa trenta minuti, è la risposta, attesa da una decina di giorni, <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_05/discorso_barak_obama_1e1614fa-5190-11de-b581-00144f02aabc.shtml" target="_blank">alla sfida lanciata dal Cairo dal presidente americano Barack Obama lo scorso 4 giugno</a>. I punti chiave dell&#8217;intervento di Netanyahu costituiscono una nuova tappa (forse risolutoria) del conflitto arabo israeliano: 1. nascita di uno stato palestinese con una propria bandiera; 2. totale smilitarizzazione del nuovo stato palestinese; 3. riconoscimento dello Stato di d&#8217;Israele come <em>nazione ebraica</em> da parte del nuovo stato palestinese; 4. mantenimento degli insediamenti sul territorio palestinese; 5. mantenimento di Gerusalemme all&#8217;interno dello Stato d&#8217;Israele.</p>
<p>Un successo per Obama, è il punto di vista di <a href="http://www.benjaminbarber.org/" target="_blank">Benjamin Barber</a> politologo democratico, autore di &#8220;McWorld contro Jihad&#8221; e de &#8220;L&#8217;impero del male&#8221;. Caustico, invece, il commento di Hanan Ashrawi, ex portavoce di Arafat, ora vicina al premier Salam Fayyad: «Non ci sta offrendo la patria ma una nuova occupazione».</p>
<p>Al fine di integrare la panoramica delle reazioni al discorso di Netanyahu aggiungiamo, su segnalazione di un nostro visitatore, l&#8217;articolo di Gideon Levy pubblicato su Haaretz.</p>
<p>L&#8217;ultima concreta apertura di un capo di governo israeliano nei confronti delle richieste palestinesi risale al 1993 quando Ytzhak Rabin si dichiarò disponibile ad aprire con Yasser Arafat i negoziati per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordi_di_Oslo" target="_blank">la pace di Oslo</a>, posizione che gli costò la vita nel 1995. Il suo assasinio pesò enormemente sui negoziati, naufragati definitivamente nel 2000.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li>Eli Barnavi,<em> Storia d&#8217;Israele. Dalla nascita dello Stato all&#8217;assassinio di Rabin</em>, Milano, Bompiani, 2001.</li>
<li>Marcella Emiliani, <em>La terra di chi? Geografia del conflitto arabo israeliano palestinese, </em>Il ponte editrice, 2007</li>
<li>Vittorio Dan Segre, <em>Le metamorfosi di Israele</em>, Torino, Utet, 2008.</li>
<li>Thomas G. Fraser, <em>Il conflitto arabo-israeliano, </em>Bologna, Il Mulino, 2004</li>
<li>Benny Morris, <em>One State, Two States: Resolving the Israel/Palestine Conflict</em>, Yale University Press, 2009</li>
<li>Benny Morris, <em>The Birth Of The Palestinian Refugee Problem Revisited</em>, Cambridge University Press, 2003,</li>
<li>Benny Morris, <em>Vittime. Storia del conflitto arabo-sionista 1881-2001, </em>Milano, Rizzoli, 2001</li>
<li>Claudio Vercelli, <em>Israele. Storia dello Stato (1881-2008)</em>, Firenze, Giuntina 2008.</li>
<li>Claudio Vercelli, <em>Breve storia dello Stato di Israele (1948-2008)</em>, Roma, Carocci, 2008.</li>
<li> Giancarlo Lannutti, <em>Storia della Palestina</em>, Roma, Datanews editrice, 2006.</li>
<li> Ilan Pappé,<em> Storia della Palestina moderna</em>, Torino, Einaudi 2005.</li>
<li>Ilan Pappé,<em> La pulizia etnica della Palestina</em>, Fazi Editore 2008.</li>
</ul>
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