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	<title>Blogstoria &#187; Radicali</title>
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	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
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		<title>&#8220;Contraddisse e si contraddisse&#8221;. Il controverso Sciascia raccontato da Emanuele Macaluso</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 21:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le rencensioni all'uscita del nuovo libro di Emanuele Macaluso "Leonardo Sciascia e i comunisti": il controverso rapporto tra lo scrittore e la sinistra italiana...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1419" class="wp-caption alignleft" style="width: 157px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Macaluso.jpg"><img class="size-full wp-image-1419 " title="Copertina del volume di Emanuele Macaluso &quot;Leonardo sciascia e i comunisti&quot;" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Macaluso.jpg" alt="Copertina del volume di Emanuele Macaluso &quot;Leonardo sciascia e i comunisti&quot;" width="147" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina del volume di Emanuele Macaluso &quot;Leonardo sciascia e i comunisti&quot;</p></div>
<p>Uno dei fatti più interessanti della settimana è stato il botta e risposta tra i quotidiani a seguito della pubblicazione del volume di Emanuele Macaluso <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807421273/Leonardo_Sciascia_e_i_comunisti/Macaluso_Emanuele.html" target="_blank"><em><strong>Leonardo Sciascia e i comunisti</strong></em></a> edito da Feltrinelli e in uscita il 13 ottobre (pp.160, 14 euro &#8211; <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8807421275?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8807421275" target="_blank">compralo su Amazon.it a 9,80 euro</a>).</p>
<p>Il puzzle che si è venuto a comporre  sulla personalità dello scrittore, e in particolare in merito ai suoi rapporti con il PCI, attraverso le recensioni dei giornali si presenta (forse)  ancora più sfaccettato di quantonon furono i suoi legami con il mondo politico italiano.</p>
<p>Il volume è stato presentato su &#8220;La Stampa&#8221;, il 12 ottobre nell&#8217;articolo di Marcello Sorgi <a href="http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/news/articolo/lstp/356132/" target="_blank"><em><strong>Sciascia le illusioni di un impolitico</strong></em></a>. Questa sarebbe la definizione del celebre scrittore siciliano che emerge dal libro di Macaluso: un Leonardo Sciascia, «pur animato da sincera passione civile», ma in realtà incapace di penetrare fino in fondo nelle dinamiche del gioco politico. Ricorda infatti Sorgi citando Macaluso come</p>
<blockquote><p>Sciascia non fu mai comunista, ma nella  Caltanissetta della  gioventù fu amico di molti comunisti, tra cui lo  stesso Macaluso, e portato,  come antifascista, ad approssimarsi al Pci.</p></blockquote>
<p>Un legame fragile che lascia poco spazio alla possibilità di un&#8221;&#8217;adesione totale&#8221; al partito. Luca Mastrantonio su &#8220;Il Riformista&#8221; del 13 ottobre lo definirà «sentimento critico». Uno dei nodi del problematico rapporto con il PCI furono proprio le aspettative &#8211; ma Sorgi preferisce parlare più cinicamente di «illusioni» &#8211; che Sciascia ripose nel Partito Comunista:</p>
<blockquote><p>Un Pci che immaginava risolutamente   all’opposizione, e nella Sicilia in cui l’alleanza tra mafia e Dc era  palpabile,  dichiaratamente anti-democristiano.</p></blockquote>
<p>E qui sottolinea Sorgi la prima contraddizione di Sciascia: quando alla fine degli anni &#8217;50, all&#8217;epoca della famosa &#8220;Operazione Milazzo&#8221;, i comunisti arrivarono ad allearsi con il MSI riuscendo a mandare la DC all&#8217;opposizione, si consumò la prima rottura fra lo scrittore e il partito.  Rottura ancora più contradditoria se, come prosegue Sorgi seguendo le linee di Macaluso, si considera che lo stesso Sciascia fu nel &#8217;75 un solido sostenitore del Compromesso Storico, benché questo significasse per la Sicilia (e infatti Macaluso si mostrò assolutamente contrario al progetto) «venire a patti con la parte più confinante con la mafia». Seguirono poi la rottura con Berlinguer e con Renato Guttuso e la polemica sui &#8220;professionisti dell&#8217;Antimafia&#8221; che minarono in maniera definitiva i rapporti con l&#8217;<em>intellighenzia </em>politica e intellettuale legata al PCI.  Sorgi, fedele allo scritto Macaluso, lascia spazio, però, in chiusura alla critica nei confronti del Pci un partito che lo stesso autore descrive come:</p>
<blockquote><p>ingessato dalla   necessità di «non delegittimare la magistratura» e Natta, il successore  di  Berlinguer, incapace di sviluppare una sua posizione autonoma sui  lati oscuri e  sugli eccessi del pentitismo.</p></blockquote>

<p>Non di illusioni di un impolitico, ma piuttosto di critiche da parte di un «eretico» parla Luca Mastrantonio nell&#8217;articolo <a href="http://www.radicali.it/rassegna-stampa/cos-macaluso-rende-compagno-sciascia" target="_blank"><em><strong>Così Macaluso rende giustizia al compagno Sciascia</strong></em></a> uscito sullo stesso tema mercoledì 13 su &#8220;Il Riformista&#8221;. E per rafforzare l&#8217;elemento eterodosso del romanziere siciliano accosta la sua figura a quella di un&#8217;altro eretico tra i più esposti alle «strumentalizzazioni politiche»: Pier Paolo Pasolini.</p>
<div id="attachment_1420" class="wp-caption alignright" style="width: 229px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/sciascia.jpg"><img class="size-full wp-image-1420 " title="Leonardo Sciascia" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/sciascia.jpg" alt="Leonardo Sciascia" width="219" height="131" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Sciascia</p></div>
<p>La tesi di uno Sciascia impolitico e dei suoi rapporti problematici con il PCI viene meglio espliciata da Mastrantonio che riporta il passo del libro di Macaluso:</p>
<blockquote><p>come ebbe a scrivere egli stesso, non fu né comunista né anticomunista, ma stimò e disistimò il Pci</p></blockquote>
<p>E il giornalista de &#8220;Il Riformista&#8221; torna con forza su questo aspetto: «Il &#8220;sentimento della stima&#8221; [...] è un sentimento complesso e contingente, perchè la stima può venire meno (o tornare) quando meno te l&#8217;aspetti. Ma, soprattutto, è un sentimento critico. »</p>
<p>Del libro di Macaluso, Mastrantonio non sottolinea tanto la rappresentazione contraddittoria di Sciascia, ma piuttosto preferisce avanzare l&#8217;«ipotesi di lettura» che Macaluso risolva la contraddittorietà dell&#8217;amico nel suo desiderio (illusione?) «che il Pci avesse nel sistema politico-partitico italiano quella funzione critica, dentro ma contro, che Sciascia aveva nel Pci.»</p>
<p>Infine, mettendo bene a fuoco il valore attuale dell&#8217;opera di Macaluso l&#8217;articolo di Mastrantonio si sofferma sul tema della giustizia e del garantismo emerso dal famoso articolo di Sciascia contro<em><strong> I</strong><strong> professionisti dell&#8217;antimafia</strong></em> (&#8220;Corriere della sera&#8221;, 10 gennaio 1987):</p>
<blockquote><p>Documenti alla mano, attraverso ricordi personali e articoli del tempo, Macaluso smonta l&#8217;idolo garantista di cui soprattutto la destra si è voluta impossessare [...] per deleligittimare magistrati e intellettuali impegnati nella lotta alla criminalità. Macaluso non fa sconti a Sciascia, critica la sua reazione emotiva a seguito del Comitato antimafia che gli diede del quacquaraquà [...]. Una reazione in cui sostenne che dietro c&#8217;era il Pci. Ma ricorda una cosa semplicissima [...]: Sciascia, razionale fino al paradosso (apparente), ricordava che la legge deve essere uguale per tutti soprattutto per chi deve farla rispettare. Se il criterio per una nomina era l&#8217;anzianità, bisogna rispettarlo. Oppure cambiarlo o, almeno, applicarlo a tutti.</p></blockquote>
<p>A sollevare le critiche di Sciascia ricorda, infatti, Macaluso era stata la nomina di Paolo Borsellino a procuratore di Marsala ottenuta scavalcando un «collega meritevole e con maggiore anzianità di servizio».</p>
<p>&#8220;L&#8217;Avvenire&#8221; raccoglie la sfida e pubblica il 13 ottobre l&#8217;articolo di Antonio Airò: <a href="http://www.radicali.it/rassegna-stampa/macaluso-sciascia-comunista-eretico" target="_blank"><em><strong>Macaluso: Sciascia, il «comunista eretico»</strong></em></a>. Il giornalista approfitta per soffermarsi sugli aspetti più intransigenti di Sciascia desideroso di</p>
<blockquote><p>«un Pci di combattimento sempre all&#8217;opposizione» contro una Dc che lui identificava con il potere e che collegava alla mafia</p></blockquote>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/2_sciascia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1421" title="Leonardo Sciascia" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/2_sciascia.jpg" alt="Leonardo Sciascia" width="128" height="186" /></a>Airò in certi passaggi, utilizzando l&#8217;opera di Macaluso,  sembra suggerire l&#8217;immagine di uno Sciascia non tanto <em>impolitico</em>, ma piuttosto <em>antipolitico </em>come chiave di volta del</p>
<blockquote><p>rapporto travagliato, spesso burrascoso [...] tra un partito &#8220;di lotta e di governo&#8221; quale voleva essere il Pci e un intellettuale, scettico, &#8220;radicale&#8221; al quale le &#8220;larghe intese&#8221; non andavano bene perché «bisogna essere intransigenti. bisogna evitare nettamente il gioco della doppia verità».</p></blockquote>
<p>Anche il contributo di Sciascia al dibattito sulla giustizia e sulla mafia ne esce ridimensionato. Airò ricorda un articolo di Macaluso uscito sul &#8220;L&#8217;Unità&#8221; ai tempi dell&#8217;editoriale sui professionisti dell&#8217;antimafia in cui Macaluso scrisse riguardo a Sciascia che lo scrittore aveva ceduto «alla cultura del sospetto nei confronti del Pci».</p>
<p>In conclusione anche l&#8217;articolo di &#8220;Avvenire&#8221; ritorna sul tema dell&#8217;identità politica di Sciascia, annoverato strumentalmente, come altri eretici della sinistra, nelle file della nuova destra italiana:</p>
<blockquote><p>A suo giudizio [di Macaluso, <em>ndr</em>], mentre anche il ministro Alfano dichiara che l&#8217;Italia e la Sicilia avrebbero bisogno di una voce come quella di Sciascia, la sinistra farebbe bene a ripensare agli scritti dello scrittore sulle istituzioni e sul ruolo della magistratura, nei quali è «chiara e indiscutibile l&#8217;avversione radicale a leggi o ad atti amministrativi &#8220;ad personam&#8221;, fatti anche con le migliori intenzioni».</p></blockquote>
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		<title>Alle origini del &#8220;Mondo&#8221; di Mario Pannunzio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 15:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_462" class="wp-caption alignleft" style="width: 201px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/MONDO-BIS-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-462 " title="Prima pagina del primo numero del &quot;Mondo&quot; di Pannunzio" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/MONDO-BIS-1-191x300.jpg" alt="Prima pagina del primo numero del &quot;Mondo&quot; di Pannunzio" width="191" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Prima pagina del primo numero del &quot;Mondo&quot; di Pannunzio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo un bell’articolo-intervista sul “Mondo” di Pannunzio che ripercorre in maniera accurata il percorso di quello straordinario gruppo di intellettuali di provenienza laica.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi confluirono: il gruppo della sinistra liberale che, guidato dallo stesso Pannunzio, aveva lasciato il Pli nel dicembre 1947 quando il partito aveva optato per un accordo con il Partito Monarchico e l’Uomo qualunque; il gruppo di “Democrazia repubblicana” che, guidato da Ugo La Malfa, aveva lasciato il Partito d’Azione quando venne messa in minoranza durante il Congresso del 1946; una componente ex-azionista e socialista nella quale spiccavano i nomi di Aldo Garosci, Leo Valiani, Guido Calogero e Angelo Tasca; il gruppo dei “Radicali del Mezzogiorno” tra cui vi erano Francesco Compagna e Vittorio De Caprariis.</p>
<p style="text-align: justify;">Il periodico ebbe poi tre grandi padri ideali le cui diverse impronte culturali conversero nel settimanale: il liberalismo crociano e quello einaudiano, lo storicismo crociano nonché l’illuminismo, il pragmatismo e il laicismo salveminiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Sandro Orlando sottolinea la lontanaza degli &#8220;amici del Mondo&#8221; dall&#8217;idea di intellettuale organico comunista. Ma quel&#8217;era il ruolo degli intellettuali per questi &#8220;profeti disarmati&#8221;? Affidiamoci a Vittorio De Caprariis:</p>
<p style="text-align: justify;"<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/07/07/alle-origini-del-mondo/">» Continua la lettura...  Alle origini del &#8220;Mondo&#8221; di Mario Pannunzio</a></p></em>]]></content:encoded>
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