Archive for category Storia della Chiesa

Daniele Menozzi: si beatifica Pio XII per santificare il Papato

Daniele Menozzi: si beatifica Pio XII per santificare il Papato

Pio XII

Da adistaonline.it

“Non si intende disconoscere lo sforzo compiuto dalle istituzioni ecclesiastiche o da singoli cattolici per sottrarre, con tutti rischi del caso, moltissimi ebrei ad una barbarica persecuzione, offrendo una via di scampo a chi probabilmente era destinato alla morte. Ma va affermato con altrettanta chiarezza, senza con questo voler dare un giudizio morale che non è compito dello storico, che non ci fu alcun intervento pubblico di Pio XII contro la Shoah”. Daniele Menozzi, docente di Storia contemporanea alla Scuola normale superiore di Pisa ed in particolare esperto del papato del ‘900, spiega ad Adista i rapporti fra papa Pacelli e le dittature nazi-fasciste e dà un’interpretazione delle beatificazioni, realizzate o solo annunciate, dei pontefici dell’ultimo secolo.

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XX settembre: festa di unità e libertà

6 Bandiera della Repubblica Romana_1849

Oggi si commemora il 20 settembre del 1870, data della presa di Roma da parte delle truppe italiane, nel suo duplice aspetto di passaggio della città, con il ruolo di capitale, sotto la sovranità italiana, e di fine del potere temporale dei papi.

Come ha ricordato Lelio Basso in un discorso alla Camera dei Deputati il 25 maggio 1949, si raggiungeva in quella data definitivamente l’unità nazionale italiana:

[...] ciò che conta veramente per l’unità d’Italia è quel processo storico che chiamiamo Risorgimento [...] e per cui nel corso di 11 anni l’Italia, superando le sue molteplici divisioni si trovò quasi miracolosamente unita in un solo Stato; e questo periodo ha la sua conclusione non solo cronologica nel 20 settembre 1870, ma altresì logica, perché il 20 settembre dà all’Italia la capitale, cioè la sola possibile garanzia per una vita unitaria [...] La sola città in cui tutti concordarono che potessero rinsaldarsi i vincoli che dovevano riunire tutti gli italiani in un solo Stato, superando infinite difficoltà derivanti dalle precedenti divisioni, la sola città che potesse dare questa garanzia e che potesse concludere questo periodo storico era Roma, perché solo in Roma tutti gli italiani erano pronti a considerarsi uniti.

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1 luglio 1949: La scomunica del comunismo

Sessant’anni fa, il primo luglio 1949, Pio XII decretava la “morte ecclesiastica” per chi aderiva al PCI o anche soltanto per chi gli forniva appoggio politico.

Il testo della scomunica

Il testo della scomunica

“La Repubblica” del 28 giugno ha dedicato tre articoli all’argomento. Ne pubblichiamo alcuni stralci.

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Duello, onore e mascolinità nell’Italia moderna

51gsp6mjql_ss500_1Pubblichiamo l’articolo di “Avvenire” che recensisce il bel libro di Steven C. Hughes, Politics of the Sword: Dueling, Honor, and Masculinity in Modern Italy. Se Mario Iannaccone concentra la sua recensione sul ruolo della Chiesa nell’abolire la pratica del duello in Italia, il libro di Hughes è in realtà molto più complesso e profondo. Lo storico americano è più interessato a capire perché dopo l’unificazione, l’Italia fu attraversata da un’ondata di duelli che condusse i commentatori a lamentare una “duellomania” provata dal triste spettacolo di un duello al giorno. Pamphlet intitolati “La vergogna del duello” dimostravano la passione di coloro che non potevano credere che un popolo appena tornato sul sentiero del progresso e della civilizzazione avesse abbracciato un costume così “barbaro”. Tuttavia, queste critiche furono sempre contrastate da influenti uomini equilibrati e di rango i quali sostenevano che il duello fosse salutare per la nuova nazione. Secondo l’autore la straordinaria crescita del combattimento cavalleresco avvenne perché il duello giocò un ruolo importante nella formazione, nel consolidamento e nel funzionamento dell’Italia unita. Il codice d’onore che sta al fondo dell’etica del duello offrì un modello comune di mascolinità per quelle élites patriottiche che, avendo unificato un paese molto vario per motivi contraddittori, dovette affrontarne poi le coseguenze. Così il duello divenne l’icona del combattimento durante il Risorgimento e, siccome l’Italia diede scarsa prova di sè in politica internazionale, continuò ad offrire un’immagine di valore militare e di disciplina virile. Accrebbe inoltre il potere politico e sociale della nuova élites nazionale, il cui monopolio sull’onore cavalleresco rese ancora più difficile l’affrancamento delle masse. In fine, il duello nutrì il virilismo e il culto della violenza che caratterizzarono il primo fascismo che però lo abbandonò presto perché pratica troppo individualistica per uno stato totalitario. Benché Mussolini combattè cinque duelli all’inizio della sua carriera, questa pratica sparì insieme a quel regime liberale che l’aveva così ampiamente contenuta. Il duello quindi non cessò di essere praticato dopo la morte di Cavallotti come sostiene Iannaccone, né fu solo la Chiesa ad opporsi a questa pratica. Verrebbe infine da chiedersi se nell’opposizione della Chiesa prevalessero le ragioni umanitarie o l’insofferenza per l’individualismo, espresso in vero in forma piuttosto deteriore, connaturato nel duello.

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