<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blogstoria &#187; Vediamo</title>
	<atom:link href="http://www.blogstoria.it/category/vediamo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blogstoria.it</link>
	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Dec 2011 15:08:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Band of Brothers &#8211; La seconda guerra mondiale in Europa: il punto di vista americano</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2011/04/26/band-of-brothers-la-seconda-guerra-mondiale-in-europa-il-punto-di-vista-americano/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/04/26/band-of-brothers-la-seconda-guerra-mondiale-in-europa-il-punto-di-vista-americano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 16:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia degli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Vediamo]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Ardenne]]></category>
		<category><![CDATA[Band of brothers]]></category>
		<category><![CDATA[D-Day]]></category>
		<category><![CDATA[operazioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[paracadutisti]]></category>
		<category><![CDATA[reparti aviotrasportati]]></category>
		<category><![CDATA[sbarco in Normandia]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Spielberg]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hanks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4109</guid>
		<description><![CDATA[Nel 66° anniversario della Liberazione, vi proponiamo la recensione di "Band of Brothers", serie tv che racconta le vicende dei paracadutisti americani dopo lo sbarco in Normandia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4115" class="wp-caption alignleft" style="width: 206px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/Roma-città-aperta.jpg"><img class="size-medium wp-image-4115 " title="La scena finale di &quot;Roma città aperta&quot; di Roberto Rossellini, 1945" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/Roma-città-aperta-300x195.jpg" alt="La scena finale di &quot;Roma città aperta&quot; di Roberto Rossellini, 1945" width="196" height="127" /></a><p class="wp-caption-text">La scena finale di &quot;Roma città aperta&quot; di Roberto Rossellini, 1945</p></div>
<p>In occasione del ricorrere del 66° anniversario della Liberazione della città di Milano, avvenuta il 25 aprile del 1945 e divenuta data simbolo della fine della seconda guerra mondiale in Italia, con la duplice implicazione di fine dell&#8217;occupazione nazista nel Nord Italia e capitolazione della Repubblica Sociale Italiana (RSI), Romano Prodi ha parlato in un articolo pubblicato il 24 aprile sia su &#8220;Il Messaggero&#8221; che su &#8220;Il Mattino&#8221; a proposito del valore simbolico del 25 aprile di «un ricordo affievolito [...] quasi assente nelle giovani generazioni». Nonostante il lungo elenco di fattori puntualmente esposti da Prodi che fanno del 25 aprile del 1945 l&#8217;&#8221;anno zero&#8221; della Storia dell&#8217;Italia Repubblicana &#8211; dalla nuova Costituzione all&#8217;inaugurazione di una politica estera europeista -  non si può non restare sconcertati dalla candida consapevolezza con cui Romano Prodi, uno dei leader principali della sinistra, denunci il quasi totale disinteresse delle nuove generazioni (e non solo) rispetto a quella che dovrebbe essere la principale data di riferimento per gli italiani. E questo nel tanto celebrato 150° anniversario dell&#8217;Unità. Una presa di consapevolezza che poco o nulla spiega del perché il 25 aprile non è e non può essere assimilato al 4 luglio americano o al 14 luglio francese e di come esso si pieghi da decenni alle varie ed occasionali strumentalizzazioni politiche.</p>
<div id="attachment_4116" class="wp-caption alignright" style="width: 181px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/Wojtyla.jpg"><img class="size-full wp-image-4116" title="Papa Giovanni Paolo II" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/Wojtyla.jpg" alt="Papa Giovanni Paolo II" width="171" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Papa Giovanni Paolo II</p></div>
<p>A complicare il quadro quest&#8217;anno si è aggiunta la cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II che ricorrerà il primo maggio e che, &#8211; come accadeva una volta nell&#8217;orbita della sinistra capace di creare una sorta di &#8220;settimana rossa&#8221; che congiungeva significativamente 25 aprile e 1 maggio &#8211; approfittando della congiuntura favorevole con la Pasqua, segna una sorta di seconda &#8220;settimana santa&#8221; monopolizzando anche il 25 aprile. Ne è prova il cospicuo numero di articoli dedicati a Wojtyla che da domenica 24 aprile inondano le pagine dei quotidiani; ne è prova lo speciale della Grande Storia andato in onda ieri su RaiTre e dedicato alla biografia di Giovanni Paolo (per anni ogni 25 aprile troneggiava l&#8217;intoccabile <em>Roma città aperta</em> di Rossellini).</p>
<p>E così, tranne qualche articolo tradizionale dedicato alla memoria storica della Resistenza (segnaliamo in proposito la recensione di Mario Avagliano per &#8220;Il Messaggero&#8221; di domenica 24 aprile del volume di Riccardo Vommaro, <em>La Resistenza dei cattolici a Roma. 1943-1944</em>), anche questo 25 aprile è rimasto schiacciato dalle contingenze dell&#8217;oggi e in particolare dalle ultime battute della campagna elettorale per l&#8217;elezione del sindaco di Milano, che ha assunto una particolare connotazione politica nazionale.</p>
<div id="attachment_4117" class="wp-caption alignleft" style="width: 276px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/band_of_brothers.jpg"><img class="size-medium wp-image-4117" title="Il logo di &quot;Band of Brothers&quot;, USA, 2001" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/04/band_of_brothers-300x192.jpg" alt="Il logo di &quot;Band of Brothers&quot;, USA, 2001" width="266" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">Il logo di &quot;Band of Brothers&quot;, USA, 2001</p></div>
<p>Anche noi siamo sfuggiti alla tradizionale cinematografia resistenziale e abbiamo invece concluso la visione della serie TV americana <em><strong>Band of Brothers </strong></em>(<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0047YIHM8/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0047YIHM8" target="_blank">»compralo su Amazon.it a 25,13 euro</a>)<em><strong> </strong></em>cui vi avevamo accennato in occasione della <a href="http://www.blogstoria.it/2010/12/08/the-pacific-la-seconda-guerra-mondiale-raccontata-dalla-tv-americana/">recensione di &#8220;The Pacific&#8221;</a> (la trovate <a href="http://www.blogstoria.it/2010/12/08/the-pacific-la-seconda-guerra-mondiale-raccontata-dalla-tv-americana/">qui</a>) che ne costituisce il seguito. Uscita negli USA nel 2001 &#8211; è dunque precedente a &#8220;The Pacific&#8221; di quasi 10 anni &#8211; costituì di fatto lo <em>spin-off </em>del film <em>Salvate il Soldato Ryan </em>del 1998 che valse a Steven Spielberg il secondo oscar come miglior film e a Tom Hanks quello come miglior attore protagonista. La serie, di cui gli stessi Spielberg e Hanks sono i produttori, trae ispirazione dal romanzo dello storico Stephen Ambrose <em>Band of Brothers: E Company, 506th Regiment, 101st Airborne from Normandy to Hitler&#8217;s Eagle&#8217;s Nest </em>del 1992 (<a href="http://www.amazon.it/gp/product/0743216385/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=0743216385" target="_blank">»compralo su Amazon.it a 20,14 euro</a>) e racconta la storia della Compagnia Easy del Secondo Battaglione, 506º Reggimento di fanteria paracadutista, 101ª Divisione Aviotrasportata dell&#8217;esercito degli Stati Uniti, dal loro addestramento a Camp Toccoa, alla loro assegnazione al fronte europeo, fino alla fine della guerra. Momenti cruciali della vicenda il D-Day (6 giugno 1944) che segnò l&#8217;inizio dell&#8217;operazione Overlord con lo sbarco in Normandia, la difesa di Bastogne nelle Ardenne olandesi, la conquista della famosa Obersalzberg, il villaggio sulle alpi austriache che divenne il quartier generale dei gerarchi del partito nazista durante le vacanze.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2011/04/26/band-of-brothers-la-seconda-guerra-mondiale-in-europa-il-punto-di-vista-americano/">» Continua la lettura...  Band of Brothers &#8211; La seconda guerra mondiale in Europa: il punto di vista americano</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/04/26/band-of-brothers-la-seconda-guerra-mondiale-in-europa-il-punto-di-vista-americano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Pacific. La seconda guerra mondiale raccontata dalla Tv americana</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/12/08/the-pacific-la-seconda-guerra-mondiale-raccontata-dalla-tv-americana/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/12/08/the-pacific-la-seconda-guerra-mondiale-raccontata-dalla-tv-americana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 15:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia degli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Vediamo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema americano]]></category>
		<category><![CDATA[Clint Eastwood]]></category>
		<category><![CDATA[Iwo Jima]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[The Pacific]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=2488</guid>
		<description><![CDATA[Nel nuovo millennio la televisione può essere ancora uno strumento efficace per la divulgazione della storia? Recensione di "The Pacific" miniserie della tv americana che racconta una pagina difficile della II Guerra Mondiale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2492" class="wp-caption alignleft" style="width: 239px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/12/hbo-the-pacific.jpg"><img class="size-full wp-image-2492" title="The Pacific" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/12/hbo-the-pacific.jpg" alt="The Pacific" width="229" height="128" /></a><p class="wp-caption-text">The Pacific</p></div>

<p>Nel nuovo millennio la televisione può essere ancora uno strumento efficace per la divulgazione della storia? Basta rivolgere lo sguardo fuori dai confini nazionali per rispondere positivamente e per fare una riflessione sul rapporto televisione-cinema-storia. Lo facciamo recensendo  <em><strong>The Pacific</strong></em>, miniserie tv in 10 puntate prodotta nel 2010 vincitrice di 8 Emmy Awards (<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0047YIHR8?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0047YIHR8" target="_blank">comprala su Amazon.it a 48,52 euro</a>, anche <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0047YIHKU?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0047YIHKU" target="_blank">in formato Blu-Ray a 55,43 euro</a>). La serie &#8211; prodotta da Tom Hanks e Stephen Spielberg già produttori nel 2001 della serie <em>Band of Brothers</em> (<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0041KY64Q?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0041KY64Q" target="_blank">comprala su Amazon.it a 30,40 euro</a>) dedicata al fronte europeo della seconda guerra mondiale, nonché spin-off del celebre <em>Salvate il soldato Ryan </em>(<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0041KWK58?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0041KWK58" target="_blank">compralo su Amazon.it a 18,73 euro</a>)<em> &#8211; </em>racconta in 10 episodi le più importanti battaglie di terra combattute dalla prima linea americana nelle isole del Pacifico dopo l&#8217;attacco a Pearl Harbour del 7 dicembre 1941.</p>
<p>Emerge il primo aspetto interessante della serie per il pubblico americano &#8211; che l&#8217;ha vista sulla rete televisiva HBO da marzo a maggio 2010 &#8211; e soprattutto per il pubblico europeo &#8211; in Italia la serie è stata trasmessa da Sky Cinema 1 da maggio a giugno &#8211; e cioè la (ri)scoperta di una pagina importante della storia della seconda guerra mondiale dimenticata, quando non del tutto sconosciuta, ai più. In parte per la concezione eurocentrica del conflitto, in parte per la connotazione &#8220;navale&#8221; della guerra nel Pacifico, celebre per i grandi scontri via mare e per le imprese dei kamikaze giapponesi, la guerra &#8220;di terra&#8221; sul fronte oceanico è rimasta fino al 2010 episodio secondario e meno conosciuto della seconda guerra mondiale.</p>
<div id="attachment_2493" class="wp-caption alignright" style="width: 266px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/12/Pacific-war-map.jpg"><img class="size-full wp-image-2493" title="The Pacific War Theater" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/12/Pacific-war-map.jpg" alt="The Pacific War Theater" width="256" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">The Pacific War Theater</p></div>
<p>In realtà a questa pagina di storia &#8211; quella della difficile conquista via terra di una serie di isole sparpagliate attorno all&#8217;arcipelago della Isole Salomon vicino alle Filippine, sede delle basi dell&#8217;aeronautica giapponese &#8211; Clint Eastwood aveva dedicato nel 2006 due bellissime pellicole: <em>Flags of Our Fathers</em> (<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B0041KWCII?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B0041KWCII" target="_blank">compralo su Amazon.it a 7,19 euro</a>)<em> </em>e <em>Letters from Iwo Jima</em><em> </em> (<a href="http://www.amazon.it/gp/product/B000PC865Y?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=B000PC865Y" target="_blank">compralo su Amazon.it a 15,52 euro</a>). I due film raccontavano la stessa battaglia, quella della conquista dell&#8217;isola di Iwo Jima in mano giapponese e poi espugnata dai marines americani dai due punti di vista: in <em>Flags of Our Fathers </em>quello dei conquistatori americani, in <em>Letters from Iwo Jima</em>, interamente girato in lingua giapponese, quello della resistenza giapponese.</p>
<p><em>The Pacific</em>, che dedica uno dei suoi episodi proprio alla battaglia di Iwo Jima, estende il punto di vista e racconta gli altri episodi importanti della guerra per la conquista di questa manciata di isole sperdute, ritenute però fondamentali dal punto di vista strategico: Guadalcanal, Cape Gloucester, Peleliu, Okinawa. Protagonisti principali tre ragazzi che si arruolano volontari nei marines e le cui storie si incrociano nel Pacifico: John Basilone, italo-americano che diverrà l&#8217;eroe di Guadalcanal, Robert Leckie, giornalista riflessivo in servizio nella prima linea e Eugene Sledge, adolescente dell&#8217;Alabama che farà di tutto, nonostante le fragili condizioni di salute, per entrare e partecipare all&#8217;impresa nel Pacifico. Attorno a loro una fitta rete di personaggi minori, tutti ottimamente caratterizzati anche quando difficilmente riconoscibili sotto l&#8217;aspetto uniformante della divisa, che rappresentano le varie sfumature, culturali etniche e sociali della comunità americana, e che esprimono in maniera efficace le dinamiche di cameratismo degli uomini al fronte<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/12/08/the-pacific-la-seconda-guerra-mondiale-raccontata-dalla-tv-americana/">» Continua la lettura...  The Pacific. La seconda guerra mondiale raccontata dalla Tv americana</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/12/08/the-pacific-la-seconda-guerra-mondiale-raccontata-dalla-tv-americana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/12/The-Pacific.mp3" length="2842003" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>E noi non ci abbiamo creduto. Nostalgia de &#8220;Il Gattopardo&#8221;</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/11/24/e-noi-non-ci-abbiamo-creduto-nostalgia-de-il-gattopardo/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/11/24/e-noi-non-ci-abbiamo-creduto-nostalgia-de-il-gattopardo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 10:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito sull'Unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[Vediamo]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Banti]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto Croce]]></category>
		<category><![CDATA[Boris Vian]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Il Gattopardo]]></category>
		<category><![CDATA[Luchino Visconti]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Martone]]></category>
		<category><![CDATA[Noi Credevamo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=2268</guid>
		<description><![CDATA[La redazione di Blogstoria non ha potuto mancare l'appuntamento annunciato con il film di Mario Martone, "Noi credevamo", e abbiamo confermato molte delle nostre impressioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2270" class="wp-caption alignleft" style="width: 195px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/noi.credevamo.jpg"><img class="size-full wp-image-2270" title="&quot;Noi Credevamo&quot;. Una scena del film" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/noi.credevamo.jpg" alt="&quot;Noi Credevamo&quot;. Una scena del film" width="185" height="138" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Noi Credevamo&quot;. Una scena del film</p></div>
<p>La redazione di Blogstoria non ha potuto mancare l&#8217;appuntamento annunciato con il film di Mario Martone, <em>Noi credevamo</em>, in sala da una decina di giorni, del quale avevamo già parlato al momento dello <a href="http://www.blogstoria.it/2010/11/11/viva-litalia-oppure-no-lepopea-risorgimentale-di-martone-distribuita-solo-in-30-cinema/">scoppio della polemica sulla limitata distribuzione della pellicola</a>.</p>
<p>E abbiamo confermato molte delle nostre impressioni in sala. La politica della limitata distribuzione Rai &#8211; con annesso tentativo di nascondersi dietro il presunto male del &#8220;cinepanettonismo&#8221; che affligge gli italiani &#8211; era in realtà del tutto giustificata, dal momento che quello proposto è un prodotto per la televisione e non un prodotto pensato per il cinema. <em>Noi credevamo </em>non è un film è una fiction per la tv. Non ci vuole l&#8217;occhio del critico di fama per comprenderlo, basta quello del normale frequentatore di sale cinematografiche. Emerge dal livello della recitazione &#8211; che si affida in gran parte ad attori che provengono dal mondo delle fiction televisive &#8211; , dalla trama che strizza l&#8217;occhio al feuilleton, dalla scenografia (la scena dell&#8217;attentato a Napoleone III è palesemente &#8220;di plastica&#8221;). Niente di male, l&#8217;essenziale è che lo spettatore sia debitamente avvertito. D&#8217;altra parte, come avevamo già sottolineato al momento dell&#8217;uscita del film, il modello era quello di <em>La meglio gioventù</em>, prodotto pensato per la televisione e poi approdato &#8211; con successo &#8211; nelle sale.</p>
<p>E che il modello sia quello proposto da Marco Tullio Giordana emerge anche dalla trama, ispirata certo al romanzo omonimo di Anna Banti, ma che appoggiandosi al dualismo di due fratelli &#8211; l&#8217;eroe positivo e l&#8217;antieroe perduto &#8211; affida, ça va sans dire, il ruolo del fratello &#8220;sano&#8221;, dell&#8217;eroe idealista a Luigi Lo Cascio, che si trova quindi a proporre il clone di Nicola Carati un secolo prima.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/11/24/e-noi-non-ci-abbiamo-creduto-nostalgia-de-il-gattopardo/">» Continua la lettura...  E noi non ci abbiamo creduto. Nostalgia de &#8220;Il Gattopardo&#8221;</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/11/24/e-noi-non-ci-abbiamo-creduto-nostalgia-de-il-gattopardo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Post Mortem. Storia corporale dell&#8217;11 settembre 1973</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/11/14/post-mortem-storia-corporale-dell11-settembre-1973/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/11/14/post-mortem-storia-corporale-dell11-settembre-1973/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 12:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Vediamo]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Pinochet]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Larrain]]></category>
		<category><![CDATA[Salvador Allende]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=2065</guid>
		<description><![CDATA[Il regista cileno Pablo Larrain con "Post Mortem" propone una storia corporale del golpe militare di Augusto Pinochet...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2067" class="wp-caption alignleft" style="width: 180px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/locandina.jpg"><img class="size-full wp-image-2067" title="Post Mortem - Locandina" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/locandina.jpg" alt="Post Mortem - Locandina" width="170" height="243" /></a><p class="wp-caption-text">Post Mortem - Locandina</p></div>
<p>Il colpo di stato  dell&#8217;11 settembre 1973 è penetrato così in profondità nella storia e nella cultura della nazione cilena da influenzarne completamente l&#8217;immaginario. Non c&#8217;è regista o scrittore  contemporaneo che non abbia dedicato una sua opera al momento drammatico dell&#8217;inizio della dittatura militare. Letteratura alta o di più ampia divulgazione, film d&#8217;autore o film di botteghino l&#8217;11 settembre 1973 segna l&#8217;anno zero, il dramma che traspare &#8211; anche quando rimane sullo sfondo &#8211; in qualsiasi racconto cileno moderno. La ferita, il momento con cui ogni autore in un modo o nell&#8217;altro si deve confrontare. Pablo Larrain, il regista di <em><strong>Post Mortem</strong></em>, film cileno presentato all&#8217;ultimo festival di Venezia, lo aveva già fatto con il suo <em><strong>Tony Manero</strong></em> del 2008 nel quale aveva descritto il Cile di Pinochet schiacciato tra il mito del consumismo americano e il dramma di una dittatura che penetra in ogni aspetto della vita quotidiana. Larrain aveva seguito le vicende del suo protagonista Raul Peralta, ossessionato dal mito di Tony Manero, per raccontare la storia della dittatura militare di Pinochet il suo riflesso sulla società civile, immobilizzata tra terrore e anomia, il suo rapporto con il resto dal mondo dal quale il Cile era rimasto isolato salvo per quella paccottoglia di cultura pop di importazione americana che ne aveva irrimediabilmente stravolto l&#8217;immaginario, relegando il paese in una sorta di schizofrenia.</p>
<p>In<em><strong> Post Mortem</strong></em> Larrain sceglie  la stessa prospettiva: Mario Cornejo è un personaggio che viene dal basso, un mediocre anti-eroe, un non più giovane &#8220;funzionario&#8221; dell&#8217;obitorio innamorato della vicina di casa, ballerina di cabaret in declino. Quando i militari di Pinochet assaltano il palazzo della Moneda e il presidente Allende si suicida (o viene ucciso?), Mario, che fino ad allora è rimasto estraneo a qualsiasi forma di partecipazione politica, anzi potremmo dire a qualsiasi occasione di vita pubblica, viene sbalzato nella Storia: farà parte dell&#8217;equipe di lavoro a cui sarà affidata la perizia sul corpo di Salvador Allende.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/11/14/post-mortem-storia-corporale-dell11-settembre-1973/">» Continua la lettura...  Post Mortem. Storia corporale dell&#8217;11 settembre 1973</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/11/14/post-mortem-storia-corporale-dell11-settembre-1973/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

