<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blogstoria &#187; Benito Mussolini</title>
	<atom:link href="http://www.blogstoria.it/tag/benito-mussolini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blogstoria.it</link>
	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Dec 2011 15:08:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Rassegne Storiche &#8211; Settimana dal 2 all&#8217;8 maggio 2011</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2011/05/12/rassegne-storiche-settimana-dal-3-all8-maggio-2011/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/05/12/rassegne-storiche-settimana-dal-3-all8-maggio-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 22:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegne storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Foa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Giolitti]]></category>
		<category><![CDATA[Baget Bozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Martno Michelone]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Scalfari]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Giusti d'Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Solera Mantegazza]]></category>
		<category><![CDATA[Louis-Ferdinand Celine]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Segre]]></category>
		<category><![CDATA[Mariuccia Salvati]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Luzzatto]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4296</guid>
		<description><![CDATA[Gli articoli di interesse storiografico usciti sui quotidiani nazionali dal 2 all'8 maggio 2011...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4299" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/Giolitti-e-Napolitano.jpg"><img class="size-full wp-image-4299" title="Antonio Giolitti e Giorgio Napolitano" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/Giolitti-e-Napolitano.jpg" alt="Antonio Giolitti e Giorgio Napolitano" width="252" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Giolitti e Giorgio Napolitano</p></div>
<p>Premessa: rassegna più breve della norma data la mancata uscita dei quotidiani lunedì 2 maggio. Dopo una domenica primo maggio ricca di eventi (della quale abbiamo parlato nell&#8217;articolo <a href="http://www.blogstoria.it/2011/05/06/un-santissimo-primo-maggio-la-beatificazione-di-giovanni-paolo-ii/" target="_self"><em>Un santissimo Primo Maggio</em></a>) sui giornali si è tornati ai temi tradizionali.</p>
<p>Se dovessimo scegliere l&#8217;argomento storico più interessante emerso dalla stampa questa settimana sceglieremmo probabilmente la storia del Partito Socialista e in particolare il rapporto tra sinistre e riformismo: a riportarci sul tema i numerosi articoli usciti sui quotidiani sulla figura di <strong>Antonio Giolitti</strong>, personalità storica della sinistra italiana, oggetto di un convegno organizzato a Roma dalla Treccani e dall&#8217;Istituto Basso il 4 maggio scorso in occasione del primo anniversario della sua scomparsa e che ha visto tra i partecipanti, oltre agli storici, Giorgio Napolitano e Eugenio Scalfari, portavoce di due concezioni diverse della sinistra.</p>
<p>Altro tema affrontato è stato ancora una volta quello della <strong>Shoah</strong>: dall&#8217;istituzione di un archivio online per la restituzione dei beni confiscati agli ebrei durante il nazismo, alla suggestiva ricostruzione del rapporto tra mondo ebraico e fascismo proposta da Anna Foa su &#8220;Avvenire&#8221;, fino all&#8217;onoreficenza di &#8220;Giusto d&#8217;Israele&#8221; conferita a Don Michelone, che sulle colline del Monferrato protesse la famiglia Segre dal settembre &#8217;43 alla fine del conflitto, si è parlato molto di Olocausto ebraico sulle pagine dei quotidiani.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2011/05/12/rassegne-storiche-settimana-dal-3-all8-maggio-2011/">» Continua la lettura...  Rassegne Storiche &#8211; Settimana dal 2 all&#8217;8 maggio 2011</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/05/12/rassegne-storiche-settimana-dal-3-all8-maggio-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Novità in Libreria &#8211; Settimana dal 2 all&#8217;8 maggio</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2011/05/11/novita-in-libreria-settimana-dal-2-all8-maggio/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/05/11/novita-in-libreria-settimana-dal-2-all8-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 21:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Novità in Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Don Gianni Baget Bozzo]]></category>
		<category><![CDATA[Federica Saini Fasanotti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
		<category><![CDATA[Zona grigia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4314</guid>
		<description><![CDATA[Le recensioni dei volumi di interesse storico pubblicate sui giornali dal 2 all'8 maggio 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4317" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/BagetBozzo.jpg"><img class="size-medium wp-image-4317" title="Un ritratto di don Gianni Baget Bozzo" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/BagetBozzo-300x199.jpg" alt="Un ritratto di don Gianni Baget Bozzo" width="274" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Un ritratto di don Gianni Baget Bozzo</p></div>
<p>Marco Ventura è tornato sul <em>Corsera </em>sul contestato volume di Sergio Luzzatto, <em><strong>Il Crocifisso di Stato</strong>, </em>edito da Einaudi qualche settimana fa e di cui avevamo già avuto occasione di parlare nel post <a href="http://www.blogstoria.it/2011/03/10/litalia-dei-muri-bianchi-il-rapporto-tra-stato-e-chiesa-in-italia150/" target="_self"><em>L’Italia dei “muri bianchi”. Il rapporto tra Stato e Chiesa in Italia150</em></a>. Il tema di fondo è se il crocifisso cattolico, esposto nella maggior parte dei luoghi pubblici presenti sul territorio italiano sia o meno un simbolo irrinunciabile dell&#8217;identità nazionale. Secondo una recente sentenza della Corte Europea in effetti lo è e dunque non ha motivo di essere rimosso dai luoghi pubblici dello stato italiano. L&#8217;articolo di Ventura è più descrittivo che interpretativo, anche se lascia intendere la fiducia nel fatto che oggi il crocifisso possa essere visto come un «simbolo diverso» così lontano dalle istanze religiose e così aderente alle esigenze identitarie nostrane da essere interpretato forse paradossalmente come simbolo laico di religione civile?</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2011/05/11/novita-in-libreria-settimana-dal-2-all8-maggio/">» Continua la lettura...  Novità in Libreria &#8211; Settimana dal 2 all&#8217;8 maggio</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/05/11/novita-in-libreria-settimana-dal-2-all8-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Presentazione film-documentario “Predappio: il Paese del Duce”</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2011/02/22/presentazione-film-documentario-%e2%80%9cpredappio-il-paese-del-duce%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/02/22/presentazione-film-documentario-%e2%80%9cpredappio-il-paese-del-duce%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 16:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ridolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Predappio]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen Gundle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=3618</guid>
		<description><![CDATA[[ 25 febbraio 2011; 20:30 a 22:30. ] Venerdì 25 febbraio dalle 20.30 alle 22.30 presso il Teatro Comunale di Predappio PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO “Predappio: il Paese del Duce” di Vanessa Roghi,montaggio Maria Grazia Pandolfo, consulenza storica Sofia Serenelli, regia di Vanessa Roghi e Alessandra Tantillo.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_1952" class="wp-caption alignleft" style="width: 208px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Mussolini-in-un-fotomontaggio-dellepoca.jpg"><img class="size-full wp-image-1952" title="Mussolini in un fotomontaggio dell'epoca" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Mussolini-in-un-fotomontaggio-dellepoca.jpg" alt="Mussolini in un fotomontaggio dell'epoca" width="198" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Mussolini in un fotomontaggio dell&#39;epoca</p></div>
<p>Venerdì 25 febbraio dalle 20.30 alle 22.30</p>
<p></strong></p>
<p>presso il Teatro Comunale di Predappio</p>
<p>(Via Marconi 15)</p>
<p>PROIEZIONE DEL FILM DOCUMENTARIO <strong><em>“Predappio: il Paese del Duce”</em></strong></p>
<p>di Vanessa Roghi,montaggio Maria Grazia Pandolfo, consulenza storica Sofia Serenelli, regia di Vanessa Roghi e Alessandra Tantillo.</p>
<p>TAVOLA ROTONDA:</p>
<p>Giorgio Frassineti, Sindaco di Predappio</p>
<p>Roberto Balzani, Sindaco di Forlì &#8211; Università Bologna</p>
<p>Christopher Duggan, University of Reading</p>
<p>Stephen Gundle, University of Warwick</p>
<p>Maurizio Ridolfi, Università della Tuscia</p>
<p>Introduce Francesco Billi, Ass. Cultura Comune di Predappio</p>
<p>Coordina Mario Proli, Storico e Giornalista</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/02/22/presentazione-film-documentario-%e2%80%9cpredappio-il-paese-del-duce%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Approdano in libreria i presunti diari di Mussolini</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/11/10/approdano-in-libreria-i-presunti-diari-di-mussolini/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/11/10/approdano-in-libreria-i-presunti-diari-di-mussolini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 11:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Storia d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[diari di Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[falso storico]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=1947</guid>
		<description><![CDATA[Dopo la lunga polemica di quest'estate sono arrivati nelle librerie i discussi "Diari di Mussolini, veri o presunti", editi da Bompiani...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1950" class="wp-caption alignleft" style="width: 194px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Diari-Mussolini.jpg"><img class="size-full wp-image-1950  " title="Benito Mussolini - Diario 1939" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Diari-Mussolini.jpg" alt="Benito Mussolini - Diario 1939" width="184" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">Benito Mussolini - Diario 1939</p></div>
<p>Dopo la lunga polemica di quest&#8217;estate sono arrivati nelle librerie i discussi <em>&#8220;Diari di Mussolini, veri o presunti</em>&#8220;, editi da Bompiani (1008 pagine, 21,50 euro &#8211; <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845266419?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8845266419" target="_blank">compralo su Amazon.it a 15,05 euro</a>). Ed è proprio questo il titolo proposto dall&#8217;editore per quelli che ormai sono meglio conosciuti come i &#8220;diari di Marcello Dell&#8217;Utri&#8221;: persino l&#8217;editore, dunque, &#8211; che in questi stessi giorni ha presentato nelle librerie l&#8217;ultimo romanzo di Eco &#8211; mette le mani avanti sull&#8217;autenticità del documento? Ne ha parlato ieri Roberto Festonazzi sulle pagine di &#8220;Avvenire&#8221; nell&#8217;articolo<em><strong> I «Diari» del Duce un falso ideologico</strong></em>.</p>
<p>Ripercorriamo la vicenda all&#8217;origine dell&#8217;&#8221;insolito&#8221; titolo del libro &#8211; posto nella collana della saggistica di Bompiani, ma che non compare nella home page del sito dove si prediligono Eco, De Carlo, Coelho e il saggio di Sgarbi, marginalizzando &#8220;i diari&#8221; nella miscellanea della pagina delle novità in uscita &#8211; che a quanto pare rivela qualche imbarazzo da parte dell&#8217;editore.</p>
<p>I <em>Diari di Mussolini veri o presunti</em> sarebbero cinque (ma pare che forse siano sei) agende manoscritte da Mussolini di cui Marcello Dell&#8217;Utri, nel febbraio del 2007, ha dichiarato di essere in possesso, industriandosi poi a trovare un editore per la pubblicazione. Risale a quest&#8217;estate la notizia che i presunti diari mussoliniani sarebbero stati pronti per raggiungere le librerie grazie all&#8217;intermediazione dell&#8217;editore Bompiani. Scoppia la polemica. Gli storici si pronunciano in maniera del tutto contraria all&#8217;autenticità delle &#8220;agende&#8221; &#8211; De Felice li aveva già a suo tempo definiti &#8220;una patacca&#8221; -  la stampa parla di tentativo di riabilitazione del fascismo, mentre il 3o agosto a Como, dove Dell&#8217;Utri si era recato per presentare &#8220;i diari&#8221;, viene contestato duramente dal pubblico, compromettendo l&#8217;esito dell&#8217;evento.</p>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/dellutri.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1951" title="Marcello Dell'Utri" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/dellutri.jpg" alt="Marcello Dell'Utri" width="160" height="259" /></a<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/11/10/approdano-in-libreria-i-presunti-diari-di-mussolini/">» Continua la lettura...  Approdano in libreria i presunti diari di Mussolini</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/11/10/approdano-in-libreria-i-presunti-diari-di-mussolini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La dimensione totalitaria dello stato fascista. Spunti e riflessioni</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/10/25/la-dimensione-totalitaria-dello-stato-fascista-spunti-e-riflessioni/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/10/25/la-dimensione-totalitaria-dello-stato-fascista-spunti-e-riflessioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 14:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Italia fascista]]></category>
		<category><![CDATA[Revisionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Totalitarismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=1541</guid>
		<description><![CDATA[Marina Valsenise  recensisce il libro Sabino Cassese, professore ordinario di Teoria dello stato alla Normale di Pisa, "Lo Stato fascista" in uscita per Il Mulino" (p.150, 14 euro)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1546" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Fascismo.jpg"><img class="size-full wp-image-1546" title="Fascismo" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Fascismo.jpg" alt="Fascismo" width="221" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Coreografie di uno stato totalitario</p></div>
<p>Questo fine settimana si è tornati a parlare di fascismo. Lo hanno fatto Marina Valensise e Maurizio Stefanini su &#8220;Il Foglio&#8221; e Aldo Chiarle su l&#8217;&#8221;Avanti!&#8221; sabato 23 ottobre.</p>
<p>Marina Valsenise nell&#8217;articolo <strong><em>Fascismo non totalitario, liberalismo corporativo. La revisione di Cassese</em></strong> recensisce il libro Sabino Cassese <strong><em>Lo Stato fascista</em></strong> in uscita per Il Mulino (p.150, 14 euro &#8211; <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8815139494?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8815139494" target="_blank">compralo su Amazon.it a 9,80 euro</a>). Ordinario fuori ruolo di Teoria dello stato alla Normale di Pisa, Cassese «non è un revisionista in cerca di consensi [...] ma un giurista senza pregiudizi [...] giudice costituzionale nominato da Carlo Azeglio Ciampi, amministrativista allievo del grande Massimo Severo Giannini, appartiene a quella sinistra riformista che preferisce aprirsi alla dialettica con la destra».</p>
<p>Il volume di Cassese parte da un presupposto:</p>
<blockquote><p>definire il fascismo uno stato totalitario non è di grande interesse e può essere addirittura fuorviante</p></blockquote>
<p>Seguendo la tesi a sua volta proposta da Renzo De Felice e Alberto Aquarone, Cassese si propone di approfondire quegli elementi di continuità presenti nella struttura e nelle istituzioni dello Stato tra Italia liberale e Italia fascista, molti dei quali furono ereditati dalla Repubblica del &#8217;46:</p>
<blockquote>
<div id="attachment_1548" class="wp-caption alignright" style="width: 148px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Cassese-2.jpeg"><img class="size-full wp-image-1548" title="Sabino Cassese" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Cassese-2.jpeg" alt="Sabino Cassese" width="138" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Sabino Cassese</p></div>
<p>Il fascismo conservò parte delle istituzioni liberali, mantenendo la monarchia, il Senato, lo Statuto albertino, venendo a patti con la chiesa cattolica, riattivando vari lasciti della Destra storica. E parte della &#8220;Costituzione economica&#8221; fascista sopravvisse nel postfascismo e nella Repubblica nata dalla resistenza che mantenne le strutture della amministrazione parallela, dall&#8217;Iri, all&#8217;Imi; e conservò almeno due terzi delle vecchie norme amministrative fasciste: dalla legge bancaria del 1936, al Codice di procedura civile, dal Codice penale alla legge Bottai sulla tutela dei Beni Culturali.</p></blockquote>
<p>In sostanza, secondo Cassese il fascismo</p>
<blockquote><p>riutilizzò gli strumenti dello stato liberale, depotenziandoli e riadattandoli; ne reintegrò le leggi in chiave autoritaria</p></blockquote>
<p>Esempio fondamentale di questa continuità tra Italia liberale, Fascismo e Italia repubblicana è l&#8217;ordine corporativo:</p>
<blockquote><p>L&#8217;ordine corporativo, in effetti, precede e sopravvive alla sua fine. Gli ordini professionali, costituiti in forma pubblica con funzioni di governo del settore, erano una caratteristica dell&#8217;Italia liberale. Il fascismo se ne impadronì, per realizzare l&#8217;idea antiliberale di una nuova sovranità, di una società che amministra se stessa e si autoamministra [...] Ma nel postfascismo fu il sindacalista socialista Bruno Buozzi a sostenere la necessità di strutture corporative democratiche.</p></blockquote>
<p>Muoversi lungo le linee della continuità storica tra le tre Italie mina «l&#8217;idea del fascismo come parentesi, cara a liberali e antifascisti» e parte dal presupposto essenziale che «le mentalità cambino più lentamente delle istituzioni». L&#8217;obiettivo è quello di uscire dai criteri della logica comparativa e andare a fondo nell&#8217;indagare «gli aspetti essenziali della nostra tradizione culturale nazionale».</p>

<p>Accanto all&#8217;articolo di Marina Velensise troviamo sempre su &#8220;Il Foglio&#8221; quello di Maurizio Stefanini,<strong> <em>Ecco in che senso per Benito Mussolini il fascismo era &#8220;totalitario&#8221;.</em></strong><strong> </strong>L&#8217;articolo si sviluppa dalla definizione di &#8220;dottrina del fascismo&#8221; firmata dallo stesso Mussolini per l&#8217;Enciclopedia Italiana:</p>
<blockquote><p>Tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuor dello Stato</p></blockquote>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Donna-Italia-Turrita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1549" title="Donna-Italia-Turrita" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Donna-Italia-Turrita.jpg" alt="Italia Turrita" width="222" height="200" /></a>Una definizione, quella di totalitarismo, che Mussolini rivendicava con orgoglio. Una definizione che nasce quindi con un&#8217;accezione positiva in quelli che furono i suoi teorici, Mussolini e Schimdt &#8211; ad eccezione di quello che avviene per i regimi comunisti, nei quali il primo ad adoperarla è Trostzky nel &#8217;36 per accomunare regime nazista e regime stalinista &#8211; per poi assumere una connotazione assolutamente negativa nei decenni successivi  grazie a teorici come Popper e Hannah Arendt per arrivare a Brzezinski e che fu resa «popolare» dal romanzo &#8220;1984&#8243; di Orwell. Dalla lettura dei due articoli emerge, dunque, una riflessione sul rapporto tra Fascismo e Totalitarismo: l&#8217;aspetto totalitario resterebbe isolato alla concezione dello Stato e al controllo sulla società civile, mentre da un punto di vista dell&#8217;organizzazione dello Stato si tratterebbe di una deriva autoritaria di istituzioni già esistenti. Il rischio forse &#8211; pur consapevoli del fatto che «le mentalità cambino più lentamente delle istituzioni» &#8211; è quello di mantenere slegati i due processi. Come se l&#8217;assetto istituzionale non fosse anche il prodotto di un&#8217;elaborazione filosofica dello Stato. Certo la trasformazione dell&#8217;Italia fascista in Stato totalitario incontra una serie di resistenze da parte di soggetti politici e istituzionali e si inserisce, come Cassese sottolinea, in una storia di lungo periodo, in cui gli elementi di continuità sono forse superiori agli elementi di rottura, ma è necessario fare la stessa operazione con l&#8217;evolversi della concezione di Stato &#8211; e di stato totalitario &#8211; per cui gli elementi di cesura potrebbero rivelarsi più significativi di quelli di continuità, come indicato da quel filone storiografico, ampliamente consolidato, che vede nella Prima Guerra Mondiale un importante elemento di &#8220;rottura&#8221; rispetto al passato e che segna un passaggio fondamentale nell&#8217;elaborazione del concetto di Stato.</p>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/ItaliaSimboli1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1551" title="ItaliaSimboli" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/ItaliaSimboli1.jpg" alt="Italia" width="172" height="224" /></a>Sull&#8217; &#8220;Avanti!&#8221; anche Aldo Chiarle parla di fascismo nell&#8217;articolo <strong><em>Fascismo, 65 anni sono troppo pochi</em></strong>, ultima puntata dell&#8217;approfondimento che l&#8217;&#8221;Avanti!&#8221; ha dedicato al tema del Fascismo e che ha visto in Aldo Chiarle e Furio Gubetti (senatore di Forza Italia nella XIV legislatura) i curatori. Due sono gli aspetti interessanti dell&#8217;intervento di Chiarle: il primo è quello da lui sottolineato della necessità di approfondire il tema del Fascismo in questo momento storico e non per identificare eventuali nessi tra passato e futuro ma piuttosto allo scopo</p>
<blockquote><p>di fare chiarezza sui veri motivi della fine della prima Repubblica, che non solo aveva avuto il grosso merito della ricostruzione del nostro Paese, ma anche quello di portare l&#8217;Italia a un grosso prestigio nazionale.</p></blockquote>
<p>Il nodo da risolvere «per capire perché il nostro Paese sia caduto in un &#8220;imbarbarimento&#8221; che fa paura» è quindi quello della genesi e soprattutto della caduta della prima Repubblica. Il fascismo costituisce il preambolo ineludibile di questa storia.</p>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Italia-Repubblicana.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1552" title="Italia Repubblicana" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/10/Italia-Repubblicana.jpg" alt="Italia Repubblicana" width="161" height="181" /></a>Il secondo aspetto interessante è quello della possibilità di scrivere la storia del fascismo: «65 anni sono troppo pochi per scrivere la vera storia», secondo Chiarle «sono ancora vivi troppi personaggi». Un allontanamento temporale, dunque, come elemento di garanzia di una storiografia efficace, ma che rischierebbe di vanificare alcune piste aperte in momenti di maggior contiguità con l&#8217;epoca fascista, una fra tutte quella di De Felice che continua a dare frutti interessanti. Il monito di Chiarle evidenzia però un&#8217;elemento importante: quello delle esigenze della contemporaneità. Forse il limite principale non è quello della vicinanza temporale agli eventi accaduti, quanto quella della &#8220;vicinanza simbolica&#8221; al fascismo. In questo momento in cui prevale un&#8217;autorappresentazione drammatica della nazione e in cui si inizia a lavorare storiograficamente sulle vicende della prima repubblica &#8211; per avere una percezione di quanto sia &#8220;caldo&#8221; l&#8217;argomento basta valutare il numero considerevole di pubblicazioni uscite recentemente sul tema &#8211; il fascismo, suo ineludibile &#8220;antefatto&#8221;, può diventare un nodo ancora più sensibile per la riflessione storiografica e anche inevitabilmente per la strumentalizzazione politica. Chiarle lancia un monito e avverte che quella che potrebbe essere narrata non è la <em>vera storia</em>. Un&#8217;accortezza che forse vale la pena non sottovalutare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/10/25/la-dimensione-totalitaria-dello-stato-fascista-spunti-e-riflessioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rassegne storiche: fatti e racconti della settimana dal 21 al 28 marzo 2010</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/03/29/rassegne-storiche-fatti-e-racconti-della-settimana-dal-21-al-28-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/03/29/rassegne-storiche-fatti-e-racconti-della-settimana-dal-21-al-28-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito sull'Unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegne storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Cavour]]></category>
		<category><![CDATA[Clara Petacci]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Tarantelli]]></category>
		<category><![CDATA[Fosse Artdeatine]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio De Benedetti]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Savoia]]></category>
		<category><![CDATA[Zara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=1188</guid>
		<description><![CDATA[La polemica sul "Risorgimento" è ritornata sulle pagine dei quotidiani anche questa settimana. Secondo Ernesto Galli della Loggia la disaffezione rispetto al Risorgimento è un fenomeno tutto italiano, che trova origine nel radicamento di una serie di luoghi comuni negativi che la scuola ha contribuito a diffondere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1189" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/cavour.jpg"><img class="size-medium wp-image-1189" title="Conte Camillo Benso di Cavour" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/cavour-225x300.jpg" alt="Conte Camillo Benso di Cavour" width="165" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Conte Camillo Benso di Cavour</p></div>
<p>La polemica sul &#8220;Risorgimento&#8221; è ritornata sulle pagine dei quotidiani anche questa settimana: <em>Avvenire</em> del 25 marzo ha pubblicato una nuova intervista di Edoardo Castagna a Ernesto Galli della Loggia dal titolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO38N" target="_blank"><strong>&#8220;Risorgimento capro espiatorio&#8221;</strong></a>. Secondo lo storico la disaffezione rispetto al Risorgimento, e le critiche ai fondamenti dell&#8217;unità nazionale sono un fenomeno tutto italiano, che trova origine nel radicamento di una serie di luoghi comuni negativi che la scuola ha contribuito a diffondere:</p>
<blockquote><p>Solo in Italia si ripetono luoghi comuni di gran lunga più critici che favorevoli all&#8217;Unità. Ed è appunto qui che c&#8217;è il difetto della scuola, che ha mancato gravemente nell&#8217;insegnamento della storia</p></blockquote>
<p>Due, in particolare, sono i luoghi comuni contestati da Galli della Loggia: il centralismo adottato dal neonato Stato italiano e l&#8217;ispirazione anticattolica del processo risorgimentale. Lo storico ricorda il progetto di legge presentato dal ministro degli Interni Minghetti nel 1861 che prevedeva un largo decentramento ai comuni e sottolinea, a dimostrazione della necessità di ridimensionare la componente laicista e anticlericale di stampo massonico, come &#8220;anche lo stesso Cavour abbia voluto morire assistito dai conforti religiosi&#8221;.</p>
<p>E sulla figura di Cavour torna anche <em>Il Messaggero</em>, sempre il 25 marzo pubblicando l&#8217;articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1AF" target="_blank"><strong>&#8220;Risorgimento. Il capolavoro di Cavour&#8221;</strong></a> estratto della lezione &#8220;La svolta politica: Cavour e la costruzione dello Stato italiano&#8221; tenuta da Fulvio Cammarano, ordinario di Storia contemporanea dell&#8217;Università di Bologna, presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica lo stesso 25 marzo. Ne emerge un ritratto di Cavour grande &#8220;regista&#8221; del processo risorgimentale, capace di coniugare &#8220;fortuna&#8221; e &#8220;virtù&#8221;. Scrive Cammarano:</p>
<blockquote><p>L&#8217;arma vincente di Cavour fu la sua genuina capacità di cogliere lo spirito dei tempi, quello della forza della modernità liberale, trasformandolo in azione politica in grado di armonizzare tutti gli eccessi degli ideali e dei protagonisti intorno a lui. La sua pragmatica visione del &#8220;giusto mezzo&#8221; s&#8217;impose. Non fu però la vittoria della medietà, ma del lucido realismo di chi sapeva che &#8220;la più bella impresa dei tempi moderni&#8221;, come volle definire il processo di unificazione, imponeva cautela ma anche e soprattutto la valorizzazione di tutte le grandi energie ideali in gioco.</p></blockquote>
<p>Meno entusiasti i toni dell&#8217;articolo di Aldo A. Mola pubblicato sul <em>Corriere della sera</em> del 27 marzo e dedicato a Vittorio Emanuele II, proclamato Re del Regno di Sardegna a soli 29 anni:<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPU0Y" target="_blank"> <strong>&#8220;I segreti di una dinastia (poco) italiana&#8221;</strong></a>. Mola ripercorre il complicato intreccio di matrimoni che caratterizzò la monarchia sabauda da Vittorio Amedeo III che sposò Maria Antonietta di Borbone nel 1750 alle nozze tra Umberto di Piemonte e Maria José del Belgio nel 1930, non dimenticando la più celebre coppia reale di casa Savoia composta da Vittorio Emanuele di Napoli e Elena di Montenegro convolati a nozze nel 1896. E in questo clima di memoria delle gesta della casata Sabauda non manca chi invoca il ritorno in territorio italiano delle salme dei Savoia, come avviene il 25 marzo su <em>Il Giornale</em> nella rubrica di Mario Cervi: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1IX" target="_blank"><strong>&#8220;È ora di permettere che le salme dei Savoia ritornino in Italia&#8221;</strong></a>.</p>
<p>Di Savoia, intesa come espressione geografica, parla ancora il 27  il <em>Corriere della sera</em> con  Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che non tradiscono la  passione per truffe ed imbrogli nostrani firmando il lungo articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPTVP" target="_blank"><strong>&#8220;Il voto truffa del 1860 e i neoleghisti sabaudi&#8221;</strong></a>, in ricordo  della firma del trattato che sancì il 24 marzo 1860 il passaggio di Nizza alla Francia.</p>
<p>Altro tema caldo della settimana appena trascorsa è stato il sessantaseiesimo anniversario dell&#8217;eccidio delle Fosse Ardeatine: la notizia che il Ris inizierà un lavoro sul</p>
<div id="attachment_1190" class="wp-caption alignright" style="width: 258px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/Fosse-Ardeatine.gif"><img class="size-medium wp-image-1190 " title="Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/Fosse-Ardeatine-300x198.gif" alt="Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine" width="248" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine</p></div>
<p>Dna di 12 vitttime rimaste ancora ignote è rimbalzata da un quotidiano all&#8217;altro. Ne parlano: Paola Coppola su <em>La Repubblica </em>del 25 marzo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO22Y" target="_blank"><strong>&#8220;Fosse Ardeatine, indagano i Ris avranno un nome le vittime ignote&#8221;</strong></a>; lo stesso 25 marzo Rob. Cat su<em> Libero</em> firma l&#8217;articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO95F" target="_blank"><strong>&#8220;Il Ris al lavoro sui Dna per dare un nome alle dodici vittime ignote delle Fosse Ardeatine&#8221;</strong></a>; sempre il 25 Raffaello Masci su <em>La Stampa</em> pubblica: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO2I1" target="_blank"><strong>&#8220;Indagine sui 12 ignoti delle Fosse Ardeatine&#8221;</strong></a>. Non perde naturalmente l&#8217;occasione per intervenire sul tema <em>L&#8217;Unità</em> che già il 24 marzo pubblica l&#8217;articolo di Giovanni Nucci: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QN9WT" target="_blank"><strong>&#8220;Il prezzo del pane e il conto dei morti. Via Rasella nelle pagine di un diario&#8221;</strong></a>, racconto di vita quotidiana e barbarie nazista nei giorni dell&#8217;attentato di via Rasella dal diario di Antonio Nucci, colto avvocato trentenne nella Roma occupata. Il 25 dedica invece spazio alla notizia: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO18B" target="_blank"><strong>&#8220;Polverini alle Fosse Ardeatine. Anpi: «Presenza inopportuna»</strong>&#8220;</a>.</p>
<div id="attachment_1191" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/tarantelli4.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1191  " title="Ezio Tarantelli" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/tarantelli4-150x150.jpg" alt="Ezio Tarantelli" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ezio Tarantelli</p></div>
<p>Concludiamo con una carrellata degli articoli pubblicati il 27 marzo in memoria di Ezio Tarantelli, ucciso dalle BR il 27 marzo 1985. Ne parlano: Giovanni Bianconi su <em>Il Corriere della sera</em>: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPTP4" target="_blank"><strong>&#8220;Terrorismo e cervelli da annientare. La svolta del delitto Tarantelli&#8221;</strong></a>; Raffaele Bonanni su <em>Il Messaggero</em>: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPSV1" target="_blank"><strong>&#8220;Ezio Tarantelli, l&#8217;eredità di un grande innovatore&#8221;</strong></a>; Rossella Bocciarelli su <em>Il Sole 24 ore</em>: <strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPRIU" target="_blank">&#8220;Dal ricordo di Ezio Tarantelli nuova spinta alla concertazione&#8221;</a>.</strong></p>
<p>Segnaliamo infine alcuni articoli intertessanti usciti sui quotidiani nazionali questa settimana:</p>
<ul>
<li>Vincenzo Pricolo, <strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1AV" target="_blank">&#8220;Mussolini, Claretta e gli Alleati: la storia che non si racconta&#8221;</a>,</strong> <em>Il Giornale</em>, 25 marzo. Interessante comparazione fra due volumi appena usciti riguardo ai rapporti tra Mussolini e gli Alleati: <em>La gabbia infranta</em> di Ennio Di Nolfo e Maurizio Serra (Laterza), <em>Perché uccisero Mussolini e Claretta, </em>di Franco Servello e Luciano Garibaldi (Rubettino)</li>
<li>Paolo Mieli, <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QME5Q" target="_blank"><strong>&#8220;Il martirio di Zara italiana e la medaglia che non c&#8217;è&#8221;</strong></a>, <em>Il Corriere</em> <em>della sera</em>, 23 marzo. Lunga riflessione sul destino di Zara durante la seconda guerra mondiale passata da città italiana a città liberata dai partigiani titini, partendo dal saggio di Paolo Simoncelli, <em>Zara. Due e più facce di una medaglia</em> (Edizioni Le Lettere)</li>
<li>Andrea Cortellessa, <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QLTH3" target="_blank"><strong>&#8220;Berlino 1921 qui si prepara<em> </em>la Shoah&#8221;</strong></a>, <em>La Stampa, </em>22 marzo. Dal volume <em>Leggi del 1938 e cultura del razzismo. Storia, memoria, rimozione</em> a cura di Marina Beer, Anna Foa, Isabella Iannuzzi (Viella) il saggio di Giorgio Fabre offre un ritratto di Giulio De Benedetti, <em>columnist</em> durante il Ventennio, che, in anticipo sui tempi, denunciava i pericoli dell&#8217;escalation antisemita.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/03/29/rassegne-storiche-fatti-e-racconti-della-settimana-dal-21-al-28-marzo-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi, storicamente parlando</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/03/04/berlusconi-storicamente-parlando/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/03/04/berlusconi-storicamente-parlando/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ennio Passalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Storia d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Curzio Maltese]]></category>
		<category><![CDATA[Gibelli Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=1126</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo l'articolo di Ida Dominijanni da "Il Manifesto" del 23 febbraio 2010...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1132" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/silvio-berlusconi1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1132" title="Silvio Berlusconi" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/silvio-berlusconi1-300x246.jpg" alt="Silvio Berlusconi" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p></div>
<p><em>Il manifesto 23/2/10</em><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p>«Una corte è una corte, e i cortigiani sono vil razza dannata, lo si sa dal melodramma. Ma dietro il fumo divisivo, l’avvelenamento dell’aria, la guerra di tutti contro tutti, c’è sempre un difetto di conduzione che risale al principe. Berlusconi non va in parlamento da quando presentò alle camere il governo, e sono quasi due anni. Non fa un discorso impegnativo da mesi e mesi. Non tiene ferma la barra e non la fissa con chiarezza su una rotta di iniziative e di riforme discernibile, che sia il segno esterno chiaro del significato del suo comando, della sua leadership». Non è un giornale di quelli che il premier definisce «disfattisti» a stilare questi giudizi ma «il Foglio», per la penna dell’Elefantino Giuliano Ferrara, preoccupato del rischio di una ingloriosa decadenza della leadership del cavaliere. Dunque ci si può credere, la fine dell’era berlusconiana sta entrando nell’ordine di idee dei collaboratori più prossimi del premier, non solo nei desiderata degli avversari più lontani. Quanto però a intuire, di questa fine, le modalità possibili, o a delineare gli scenari del dopo, qui l’immaginazione politica difetta, a destra e a manca. E a destra e a manca azzarda più la previsione di un’erosione interna che quella di una spallata esterna: una corte è una corte, e in linea con la regressione dell’Italia da democrazia costituzionale a monarchia assoluta sarà utile rispolverare le reminescenze shakespeariane sul marcio, il verminaio, la decomposizione che implacabilmente maturano sotto l’apparente splendore delle corti, attaccando prima prima o poi il corpo del re e il corpo del popolo nella loro unità mistica e nella loro identificazione speculare.</p>
<p>Anche la saggistica d’opposizione la pensa così. A immaginare la fine dell’era berlusconiana si spingono due libri recenti, «Berlusconi passato alla storia. L’Italia nell’era della democrazia autoritaria» di Antonio Gibelli, appena uscito da Donzelli, e «La bolla. La pericolosa fine del sogno berluisconiano» di Curzio Maltese (Feltrinelli). Tutti e due, con maggiori cautele il primo e con maggior sicurezza il secondo, leggono i segni e i segnali del tramonto seminati dai cosiddetti «scandali» dell’ultimo anno (Maltese: «La favola nera di Silvio Berlusconi è finita con la regina che grida al re nudo»), tutti e due lo immaginano venato delle stesse tinte fosche che hanno caratterizzato l’alba e il mezzogiorno del berlusconismo, tutti e due lo affidano più a una consunzione o autoimplosione interna che a una riscossa della sinistra. Per Gibelli, «quel che si può intravedere è una maggiore scollamento della maggioranza», e «quel che si può prevedere è il declino biologico del leader», inesorabile contrappasso rispetto all’investimento da lui compito sulla propria persona e la sua vitalità: «esattamente come accadde nel caso di Mussolini, quando i segni del suo declino corporeo furono interpretati come indizi del suo tramonto politico». E come nel caso di Mussolini, «è assai probabile che gli italiani diventino in maggioranza antiberlusconiani non prima ma dopo che il leader sarà tramontato». Prospettiva deprimente, che non solo riporta a galla il carattere nazionale del conformismo, ma dice quanto profonda sia l’impronta dell’egemonia berlusconiana sul ventennio, e quanto complicato sia disfarsene: «Chi si illude che tutto si risolverà con la fine di Berlusconi, magari accelerata dagli scandali, commette – scrive Maltese – lo stesso errore di chi alla fine della prima Repubblica si illudeva che bastasse mandare in galera o a Hammamet qualche leader corrotto. Dimostra di non capire quanto e come ha agito il berlusconismo nella società. Non è stato il fascismo, ma ha svuotato la democrazia, nei palazzi delle istituzioni come nelle teste dei cittadini. Non è stato facile arrivare a tanto e non sarà semplice uscirne». Maltese ricorda del resto, e fa bene, quanta incredulità suscitasse nel ‘93-’94, fra i politici e i commentatori di sinistra, l’ipotesi della scesa in campo prima, e poi della vittoria di Berlusconi; e quando scrive che ancora oggi, per quanto possa sembrare assurdo, «Berlusconi resta un oggetto misterioso per i leader della sinistra», mette il dito sulla piaga di un’opposizione che per vent’anni, oscillando fra demonizzazione e compromesso, non ha mai saputo prendere la misura giusta del fenomeno e la mira giusta del contrattacco.</p>
<p>Vent’anni però, per quanto si possano contrarre nella memoria di noi che li abbiamo vissuti e patiti quotidianamente, dal punto di vista dell’analisi storica sono un tempo sufficiente a delineare un’epoca. Vent’anni durò il fascismo, dodici il nazismo, e in molti meno si sono decisi processi storici di pari entità. Dunque, non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista storiografico, il berlusconismo, scrive Gibelli, «è venuto il momento di prenderlo sul serio»: non meno dell’«età giolittiana», l’«Italia berlusconiana» appare ormai compiutamente definita da un insieme compatto di coordinate riconoscibili.</p>
<p>Quali? Galoppando fra la genesi (negli anni 80 di Craxi), l’esordio (il dopo-Tangentopoli), il successo, gli alleati (Lega e cattolicesimo tradizionalista in primo luogo), Gibelli le riassume in modo essenziale, con il linguaggio e la sintesi di una lezione di storia rivolta a chi verrà, o a chi nell’Italia berlusconiana è nato e cresciuto e non ne ricorda o non ne immagina un’altra. Personalizzazione e spettacolarizzazione della politica, ridimensionamento del ruolo dei partiti tradizionali a vantaggio di movimenti a leadership carismatica, affermazione di tendenze antipolitiche «più durature e tenaci» di quelle affiorate in precedenza nella storia nazionale, primato della televisione nella formazione del costume e dell’opinione pubblica: qui sta la fenomenologia di quello che può a buon diritto definirsi «la manifestazione per ora più compiuta della politica post moderna» nell’Occidente democratico. Un – triste – primato in cui l’Italia torna a rivelarsi il laboratorio sintomatico di una tendenza più ampia, occidentale appunto, alla de-formazione della democrazia liberale costituzionale. Deformazione che passa sotanzialmente per l’abbattimento della divisione dei poteri, il loro accentramento in una persona sola, il ritorno di una sovranità assoluta, cioè affrancata dal controllo dei contropoteri, la magistratura in primo luogo. E’ quello che sappiamo dalla cronaca. L’occhio dello storico è d’aiuto però su un punto cruciale, sul quale l’occhio dei politici e degli osservatori invece indigia e oscilla da anni: la congruità del termine «regime» per definire il berlusconismo, la legittimità del paragone con il fascismo, l’autoritarismo, il totalitarismo. Con precisione, scrive Gibelli che se è «improprio parlare di una dittatura in senso classico, è insostenibile la tesi che ci si muova nella normalità democratica»: trattandosi ormai piuttosto di una «democrazia illiberale». E ancora: «L’uso di termini come autoritarismo e totalitarismo viene spesso boillato come manifestazione di un allarmismo ingiustificato e controproducente. Quando non è frutto di conformismo, questo atteggiamento discende da un equivoco. E’ chiaro che i due termini possono essere applicati solo a patto di mettere l’accento sulle forti differenze di significato rispetto ai loro usi classici. Autoritarismo non può significare in questo caso uso prevalente della forza repressiva dello Stato». Ma nel discorso politico berlusconiano «è possibile cogliere una vocazione in senso lato totalitaria»: ad esempio nella fobia per il contraddittorio, o nella sostituzione del «popolo – il tutto – al partito – la parte. Così come, se è evidente che «Berlusconi non è né Hitler né Mussolini», comuni ai tre sono elementi inquetanti di uso del carisma, dell’immagine, della fascinazione personale. Quanto basta per tentare di uscire dal ventennio prima che imploda da sé.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/03/04/berlusconi-storicamente-parlando/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mussolini era razzista dal 1921 di Nicola Tranfaglia</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/12/01/mussolini-era-razzista-dal-1921-di-nicola-tranfaglia/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2009/12/01/mussolini-era-razzista-dal-1921-di-nicola-tranfaglia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 12:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ennio Passalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mascolinità]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/2009/12/01/mussolini-era-razzista-dal-1921-di-nicola-tranfaglia/</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicati i diari segreti di Claretta Petacci. Emergono particolari inediti sul maschilismo del Duce...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da &#8220;L&#8217;Unità.it&#8221;</em></p>
<div id="attachment_1014" class="wp-caption alignleft" style="width: 314px"><img class="size-full wp-image-1014 " title="Benito Mussolini e Claretta Petacci in Piazzale Loreto, 29 aprile 1945" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/12/mussolini_petacci.jpg" alt="Benito Mussolini e Claretta Petacci in Piazzale Loreto, 29 aprile 1945" width="304" height="254" /><p class="wp-caption-text">Benito Mussolini e Claretta Petacci in Piazzale Loreto, 29 aprile 1945</p></div>
<p>L’Italia, dopo la sua tardiva unificazione nazionale, ha avuto (possiamo dirlo con sicurezza, almeno fino a questo momento) un solo dittatore ed è stato il romagnolo Benito Mussolini. Certo uomini politici dell’età liberale, come Crispi e Giolitti, hanno dominato per alcuni anni l’orizzonte politico nazionale ma non si può parlare di dittatori, nell’uno come nell’altro caso. L’unico che ha fissato la sua egemonia personale in maniera stabile, per più di vent’anni, abrogando di fatto lo Statuto Albertino e chiudendo parlamento, sindacati e giornali di opposizione, è stato Mussolini. Di qui il grande mito nato nell’immaginario collettivo degli italiani, le numerose biografie che sono state scritte, nonché l’esaltazione smisurata che anche uomini che venivano dalla sinistra hanno coltivato del caposupremo del regime e del partito unico, fondato per sostenerlo. Ora, a distanza di70 anni dalla catastrofe del regime fascista nell’aprile 1945, vengono pubblicati presso Rizzoli i Diari 1932-38 (a cura di Mauro Suttora, Mussolini segreto, pp. 522.euro 21) di Claretta Petacci che di Mussolini fu la giovanissima (20 anni nel 1932) e poco segreta amante per tutti gli anni trenta e quaranta fino alla morte per fucilazione con il suo uomo presso Dongo. Sono diari conservati prima nel giardino della villa della contessa Rina Cervis, poi nel 1950 confiscati dai carabinieri e conservati nell’Archivio Centrale dello Stato, con il vincolo del segreto di Stato. Soltanto quest’anno sono stati resi accessibili ai ricercatori fino al fatidico anno 1938.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/12/01/mussolini-era-razzista-dal-1921-di-nicola-tranfaglia/">» Continua la lettura...  Mussolini era razzista dal 1921 di Nicola Tranfaglia</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2009/12/01/mussolini-era-razzista-dal-1921-di-nicola-tranfaglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rassegne storiche &#8211; 27 luglio 2009</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/07/27/rassegne-storiche-27-luglio-2009/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2009/07/27/rassegne-storiche-27-luglio-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 12:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegne storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Achille Occhetto]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Natta]]></category>
		<category><![CDATA[Amintore Fanfani]]></category>
		<category><![CDATA[Annibale Bugnini]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bassolino]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Cederna]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Blunt]]></category>
		<category><![CDATA[Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Rosselli]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Petruccioli]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[De Luna]]></category>
		<category><![CDATA[Diaz]]></category>
		<category><![CDATA[Dogali]]></category>
		<category><![CDATA[Flavia Prisco]]></category>
		<category><![CDATA[Fortebraccio]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Giampaolo Pansa]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Fasanella]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Guareschi]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Carli]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Burgess]]></category>
		<category><![CDATA[Indro Montanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Italo De Feo]]></category>
		<category><![CDATA[Kim Philby]]></category>
		<category><![CDATA[La Bolognina]]></category>
		<category><![CDATA[La presa della Bastiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Giuva]]></category>
		<category><![CDATA[Livia Turco]]></category>
		<category><![CDATA[Lutero]]></category>
		<category><![CDATA[Manfred von Ardenne]]></category>
		<category><![CDATA[Margaret Thatcher]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Bombacci]]></category>
		<category><![CDATA[Nilde Jotti]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Baffi]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo VI]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Ingrao]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Nenni]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Amerio]]></category>
		<category><![CDATA[Stalin]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Dondi]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=672</guid>
		<description><![CDATA[Notizie "storiche" della terza settimana di luglio 2009...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/clio.jpg"><img class="size-medium wp-image-825 alignright" title="Clio" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/clio-243x300.jpg" alt="Clio" width="190" height="234" /></a>In questo numero:</p>
<ul>
<li>La riscoperta di Romano Amerio, il rappresentante più colto della critica alla Chiesa del Novecento in nome della tradizione cattolica (Avvenire)</li>
<li>Un paragone tra il movimento del &#8217;68 e quello del &#8217;77 (Secolo d&#8217;Italia)</li>
<li>Un ricordo di Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia dal 1975 al 1979 (Unità)</li>
<li>Umberto Eco contro la credulità e contro tutte le teorie del complotto (L&#8217;Espresso)</li>
<li>Il revisionismo secondo Giampaolo Pansa (Il Giornale)</li>
<li>&#8220;Inside the Vatican&#8221; rivela che Annibale Bugnini era massone (Italia Oggi)</li>
<li>Le memorie di Blunt, professore di storia dell’arte a Cambridge e uomo del MI5, il controspionaggio antisovietico, vendutosi contemporaneamente ai servizi sovietici (La Repubblica, La Stampa)</li>
<li>La presa della Bastiglia (Corriere della Sera)</li>
<li>Il ricordo di Manfred von Ardenne, il ricchissimo scienziato di regime che riuscì ad ottenere la protezione di Hitler, Stalin e Ulbricht (La Stampa)</li>
<li>Alle radici della pena di morte negli USA (Corriere della Sera)</li>
<li>La sconfitta di Dogali (Corriere della Sera)</li>
<li>Il rapporto tra Mussolini e Bombacci (Il Tempo)</li>
<li>La recensione del libro curato da Elisa Signori, <em>Fra le righe. Carteggio fra Carlo Rosselli e Gaetano Salvemini</em> (Europa)</li>
<li>La mostra ai Musei Capitolini sulla nascita di via dell&#8217;Impero (Corriere della Sera)</li>
<li>Stalin e Israele (Il Messaggero)</li>
<li>Un ritratto di Giovanni Guareschi (Corriere della Sera)</li>
<li>Una riflessione di Massimo Adinolfi su come ricordiamo il passato (Il Mattino)</li>
<li>La svolta della Bolognina (La Repubblica)</li>
</ul>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2009/07/27/rassegne-storiche-27-luglio-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
<enclosure url="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/rassegne_storiche_27062009.mp3" length="15693617" type="audio/mpeg" />
		</item>
	</channel>
</rss>

