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	<title>Blogstoria &#187; Bettino Craxi</title>
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	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
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		<title>Ripensare gli anni &#8217;80. Il decennio della modernità?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 16:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Milano da bere]]></category>
		<category><![CDATA[Modernità]]></category>
		<category><![CDATA[post-modernità]]></category>
		<category><![CDATA[PSI]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Chiarini]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli anni '80 sono stati anni da dimenticare? Roberto Chiarini affronta uno degli stereotipi più attuali sull'ultimo decennio della Prima Repubblica recensendo il nuovo volume di Marco Gervasoni "Storia d'Italia negli anni Ottanta"...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2098" title="Copertina - La storia d'Italia negli anni Ottanta" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Copertina.jpg" alt="Copertina - La storia d'Italia negli anni Ottanta" width="127" height="183" /></a>Gli anni &#8217;80 sono stati anni da dimenticare? La prima tappa di un percorso di degrado politico e decadimento sociale non ancora concluso? Roberto Chiarini affronta uno degli stereotipi più attuali sull&#8217;ultimo decennio della Prima Repubblica recensendo il nuovo volume di Marco Gervasoni <em>Storia d&#8217;Italia negli anni Ottanta </em>(Marsilio, 252 pagine, 20 euro &#8211; <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831706764?ie=UTF8&amp;tag=blogstorasseg-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8831706764" target="_blank">compralo su Amazon.it a 14 euro</a>) nell&#8217;articolo apparso il 14 novembre su &#8220;Il Giornale&#8221;: <strong><em>Gli anni Ottanta? Furono il nuovo Rinascimento. </em></strong></p>
<p>La percezione che gli anni &#8217;80 segnarono l&#8217;inizio di un impoverimento della vita politica e culturale dell&#8217;Italia è uno degli stereotipi tuttora più diffusi. Roberto Chiarini adopera per descriverne la fama il termine «infami»:</p>
<blockquote><p>perché contrassegnati da un&#8217;irrimediabile involuzione antidemocratica e da un deplorevole degrado del costume e della morale civica.</p></blockquote>
<p>Involuzione e degrado che andrebbero a riassumersi in quel famoso slogan preso in prestito dalla pubblicità di un noto amaro per definire &#8220;Milano da bere&#8221; quella che era stata fino a quel momento la capitale morale del paese. Una Milano contrassegnata nell&#8217;immaginario collettivo da</p>
<blockquote><p>frivolezza, sguaiataggine, vacuità: vizi tutti appuntatisi nella figura dello yuppie, emblema di gretto egoismo, di corsa al facile guadagno, di irresponsabile ottimismo.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Milanodabere.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2099" title="Il manifesto dell'amaro Ramazzotti" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Milanodabere.jpg" alt="Il manifesto dell'amaro Ramazzotti" width="206" height="126" /></a<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/11/15/ripensare-gli-anni-80-il-decennio-delle-modernita/">» Continua la lettura...  Ripensare gli anni &#8217;80. Il decennio della modernità?</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Dicono di noi. Le Monde: “Craxi, o la memoria corta degli italiani” (di Philippe Ridet)</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 21:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria M. P. Barzaghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricorrenze]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Storia d'Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Andrea Gervasoni]]></category>
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		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Craxi]]></category>

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		<description><![CDATA[A 420 euro, trasporto e pernottamento in hotel compresi, i tre aerei che sono partiti, venerdì 15 gennaio, da Milano, Roma e Palermo con destinazione Hammamet (Tunisia) si sono riempiti rapidamente. A bordo, alcuni fedeli, alcuni nostalgici di Benedetto Craxi, detto “Bettino”...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1106" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/01/tunisia-hammamet-craxi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1106 " title="La tomba di Bettino Craxi ad Hammamet" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/01/tunisia-hammamet-craxi-300x199.jpg" alt="La tomba di Bettino Craxi ad Hammamet" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La tomba di Bettino Craxi ad Hammamet</p></div>
<p>A 420 euro, trasporto e pernottamento in hotel compresi, i tre aerei che sono partiti, venerdì 15 gennaio, da Milano, Roma e Palermo con destinazione Hammamet (Tunisia) si sono riempiti rapidamente. A bordo, alcuni fedeli, alcuni nostalgici di Benedetto Craxi, detto “Bettino”. Per niente al mondo, si sarebbero persi una visita al cimitero cristiano ai piedi delle mura della medina. Qui riposa colui che è stato il Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987, condannato a parecchi  anni di prigione per finanziamento illecito del Partito socialista italiano. Per sottrarsi alla prigione, ha scelto l’esilio in Tunisia, dove è morto, dieci anni fa, il 19 gennaio 2000.</p>
<p>Ma ai compagni che non hanno mai dubitato delle virtù di colui che ha incarnato la corruzione della classe politica alla fine degli anni ottanta e all’inizio degli anni novanta si sono aggiunti quest’anno tre ministri. Avendo mosso i loro primi passi accanto a Bettino Craxi, Franco Frattini (Affari esteri), Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) e Maurizio Sacconi (Lavoro) hanno scelto questa  volta di ostentare la loro fedeltà alla luce del sole.</p><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/01/27/dicono-di-noi-le-monde-%e2%80%9ccraxi-o-la-memoria-corta-degli-italiani%e2%80%9d/">» Continua la lettura...  Dicono di noi. Le Monde: “Craxi, o la memoria corta degli italiani” (di Philippe Ridet)</a></p></em>]]></content:encoded>
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