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XX settembre: festa di unità e libertà
Posted by Yuri Guaiana in Culture politiche, Feste civili, Laici, Risorgimento, Storia contemporanea, Storia d'Italia, Storia della Chiesa on 20 settembre 2009
Oggi si commemora il 20 settembre del 1870, data della presa di Roma da parte delle truppe italiane, nel suo duplice aspetto di passaggio della città, con il ruolo di capitale, sotto la sovranità italiana, e di fine del potere temporale dei papi.
Come ha ricordato Lelio Basso in un discorso alla Camera dei Deputati il 25 maggio 1949, si raggiungeva in quella data definitivamente l’unità nazionale italiana:
[...] ciò che conta veramente per l’unità d’Italia è quel processo storico che chiamiamo Risorgimento [...] e per cui nel corso di 11 anni l’Italia, superando le sue molteplici divisioni si trovò quasi miracolosamente unita in un solo Stato; e questo periodo ha la sua conclusione non solo cronologica nel 20 settembre 1870, ma altresì logica, perché il 20 settembre dà all’Italia la capitale, cioè la sola possibile garanzia per una vita unitaria [...] La sola città in cui tutti concordarono che potessero rinsaldarsi i vincoli che dovevano riunire tutti gli italiani in un solo Stato, superando infinite difficoltà derivanti dalle precedenti divisioni, la sola città che potesse dare questa garanzia e che potesse concludere questo periodo storico era Roma, perché solo in Roma tutti gli italiani erano pronti a considerarsi uniti.
Rassegne storiche – 9 luglio 2009
Posted by Yuri Guaiana in Podcast, Rassegne storiche on 9 luglio 2009
- Dino Cofrancesco sull’importanza del senso di appartenenza ad una comunità politica (Libero)
- Mario Cervi sulla mancanza di simboli nei quali gli italiani possano riconoscersi (Il Giornale)
- Assonanze e differenze tra la Caritas in veritate di Benedetto XVI e la Populorum progressio di Paolo VI (Il Sole 24 ore)
- Il Vaticano II tra tradizione e innovazione (Il Foglio)
- La rievocazione di Robert McNamara (La Repubblica)
- Recensione del libro di Mauro Pagani, Foto di gruppo con chitarrista (Secolo d’Italia)
- Perché Pansa dovrebbe scrivere la storia del terrorismo (Libero)
- L’occupazione e la neutralità dell’Austria nel secondo dopoguerra (Corriere della Sera)
- La politica anti-italiana di Napoleone III in uno studio di Eugenio Di Rienzo (Corriere della Sera)
- La giovinezza di Garibaldi (Il Messaggero)
In memoria della Seconda guerra d’indipendenza
Posted by Yuri Guaiana in Cattolici, Ricorrenze, Risorgimento, Storia d'Italia on 29 giugno 2009
Come già altri post hanno dimostrato, stiamo entrando nel vivo delle celebrazioni per i centocinquant’anni dell’unità d’Italia e cominciano a moltiplicarsi gli articoli commemorativi e le relative interpretazioni storiche dei fatti che hanno dato forma unitaria alla penisola. Particolarmente attivo si presenta l’«Avvenire» che, il 14 giugno 2009, pubblica un articolo di Franco Cardini – storico medievista già iscritto al MSI che nel suo sito si definisce “cattolico, tradizionalista, uomo d’ordine e di forte senso dello Stato” – sulla seconda guerra d’indipendenza. L’autore si rammarica per l’esito che il biennio 1859-60 ebbe per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa e l’assetto unitario dello Stato frutto delle ambizioni espansionistiche sabaude e del neogiacobinismo mazzinian-garibaldino. In questa luce anche Cavour viene presentato, assai scorrettamente, come un antesignano di Mussolini nell’impegnare il Regno di Sardegna nella guerra di Crimea solo per avere qualche morto da far pesare sul tavolo delle trattative. Insomma ammantando il suo ragionamento di un peloso umanitarismo Cardini dipinge la seconda guerra d’indipendenza come una “storia di schermaglie diplomatiche e di egemonie internazionali” a danno dei popoli “gettati nel macello dei campi di battaglia”.









