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	<title>Blogstoria &#187; Cavour</title>
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	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
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		<title>Fatti gli italiani bisogna fare l’Italia… federale? Eugenio Di Rienzo riflette su Federalismo e Liberalismo alla nascita della Nazione</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 11:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito sull'Unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Risorgimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Blogstoria presenta in anteprima l'articolo di Eugenio Di Rienzo "E pluribus unum. Risorgimento, Liberalismo, Federalismo" in uscita su "Nuova Rivista Storica" ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/federalismo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2168" title="Federalismo" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/federalismo1.jpg" alt="Federalismo" width="176" height="132" /></a>Dopo più di un anno di dibattito e di polemiche più o meno sterili sul ricorrere del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia appare evidente che il nodo da sciogliere &#8211; piaccia o meno &#8211; sia quello del federalismo, o meglio di un&#8217;ipotesi di assetto federale, attraverso formule di decentramento amministrativo e fiscale, che risulti <em>compatibile</em> con l&#8217;integrità dello Stato Italiano &#8211; il quale non può risultare smembrato nel suo corpus statuale &#8211; e in grado di tutelare l&#8217;identità nazionale.</p>
<p>In questo contesto reso sempre più confuso da un dibattito politico che troppo spesso fa un uso spregiudicato dei fatti e dei personaggi della storia nazionale, ci sembra non solo interessante, ma essenziale &#8220;restituire la parola&#8221; allo storico allo scopo di riflettere su natura, possibilità e limiti dell&#8217;ipotesi federalista. Lo facciamo presentando in anteprima il saggio di Eugenio Di Rienzo &#8211; del quale abbiamo parlato di recentemente a proposito della <a href="http://www.blogstoria.it/2010/10/21/la-riscoperta-di-napoleone-iii-biografie-a-confronto/" target="_self">figura di Napoleone III</a> &#8211; <em><strong>E pluribus unum. Risorgimento, Liberalismo, Federalismo</strong></em> di prossima uscita su <a href="http://www.nuovarivistastorica.it/" target="_blank">&#8220;Nuova Rivista Storica&#8221;</a> (fascicolo III, 2010).</p>
<p>Il saggio di Di Rienzo affronta un capitolo essenziale della storia dell&#8217;Unità nazionale, quello del dibattito politico tra spinta accentratrice e istanze di decentramento amministrativo durante la prima e la seconda legislatura dell&#8217;Italia unita, scandite dai governi della Destra Storica. La questione centrale per i primi governi del neonato Regno d&#8217;Italia, come sottolinea l&#8217;autore stravolgendo efficacemente la celebre frase di Massimo d&#8217;Azeglio rimaneva una volta «fatti gli italiani»:</p>
<blockquote><p>quello di «fare l’Italia» e cioè quello di creare un modello di Stato, capace di <em>unire </em>e non semplicemente di <em>unificare </em>popolazioni divise da realtà storiche, politiche, culturali, produttive. L’Italia sarebbe stata una «corbelleria », aveva sostenuto Cavour, senza realizzare questa unione dal basso e se essa si fosse voluto dare corpo sovrapponendo al tessuto policentrico della Penisola le normative statali piemontesi o procedendo a una centralizzazione autoritaria di tipo bonapartista.</p></blockquote>
<div id="attachment_2169" class="wp-caption alignright" style="width: 159px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Camillo_Benso_Conte_di_Cavour_jpg.jpg"><img class="size-full wp-image-2169" title="Cavour" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/11/Camillo_Benso_Conte_di_Cavour_jpg.jpg" alt="Cavour" width="149" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Cavour</p></div><em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2010/11/17/fatti-gli-italiani-bisogna-fare-litalia/">» Continua la lettura...  Fatti gli italiani bisogna fare l’Italia… federale? Eugenio Di Rienzo riflette su Federalismo e Liberalismo alla nascita della Nazione</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Rassegne storiche: fatti e racconti della settimana dal 21 al 28 marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito sull'Unità d'Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[La polemica sul "Risorgimento" è ritornata sulle pagine dei quotidiani anche questa settimana. Secondo Ernesto Galli della Loggia la disaffezione rispetto al Risorgimento è un fenomeno tutto italiano, che trova origine nel radicamento di una serie di luoghi comuni negativi che la scuola ha contribuito a diffondere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1189" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/cavour.jpg"><img class="size-medium wp-image-1189" title="Conte Camillo Benso di Cavour" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/cavour-225x300.jpg" alt="Conte Camillo Benso di Cavour" width="165" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Conte Camillo Benso di Cavour</p></div>
<p>La polemica sul &#8220;Risorgimento&#8221; è ritornata sulle pagine dei quotidiani anche questa settimana: <em>Avvenire</em> del 25 marzo ha pubblicato una nuova intervista di Edoardo Castagna a Ernesto Galli della Loggia dal titolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO38N" target="_blank"><strong>&#8220;Risorgimento capro espiatorio&#8221;</strong></a>. Secondo lo storico la disaffezione rispetto al Risorgimento, e le critiche ai fondamenti dell&#8217;unità nazionale sono un fenomeno tutto italiano, che trova origine nel radicamento di una serie di luoghi comuni negativi che la scuola ha contribuito a diffondere:</p>
<blockquote><p>Solo in Italia si ripetono luoghi comuni di gran lunga più critici che favorevoli all&#8217;Unità. Ed è appunto qui che c&#8217;è il difetto della scuola, che ha mancato gravemente nell&#8217;insegnamento della storia</p></blockquote>
<p>Due, in particolare, sono i luoghi comuni contestati da Galli della Loggia: il centralismo adottato dal neonato Stato italiano e l&#8217;ispirazione anticattolica del processo risorgimentale. Lo storico ricorda il progetto di legge presentato dal ministro degli Interni Minghetti nel 1861 che prevedeva un largo decentramento ai comuni e sottolinea, a dimostrazione della necessità di ridimensionare la componente laicista e anticlericale di stampo massonico, come &#8220;anche lo stesso Cavour abbia voluto morire assistito dai conforti religiosi&#8221;.</p>
<p>E sulla figura di Cavour torna anche <em>Il Messaggero</em>, sempre il 25 marzo pubblicando l&#8217;articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1AF" target="_blank"><strong>&#8220;Risorgimento. Il capolavoro di Cavour&#8221;</strong></a> estratto della lezione &#8220;La svolta politica: Cavour e la costruzione dello Stato italiano&#8221; tenuta da Fulvio Cammarano, ordinario di Storia contemporanea dell&#8217;Università di Bologna, presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica lo stesso 25 marzo. Ne emerge un ritratto di Cavour grande &#8220;regista&#8221; del processo risorgimentale, capace di coniugare &#8220;fortuna&#8221; e &#8220;virtù&#8221;. Scrive Cammarano:</p>
<blockquote><p>L&#8217;arma vincente di Cavour fu la sua genuina capacità di cogliere lo spirito dei tempi, quello della forza della modernità liberale, trasformandolo in azione politica in grado di armonizzare tutti gli eccessi degli ideali e dei protagonisti intorno a lui. La sua pragmatica visione del &#8220;giusto mezzo&#8221; s&#8217;impose. Non fu però la vittoria della medietà, ma del lucido realismo di chi sapeva che &#8220;la più bella impresa dei tempi moderni&#8221;, come volle definire il processo di unificazione, imponeva cautela ma anche e soprattutto la valorizzazione di tutte le grandi energie ideali in gioco.</p></blockquote>
<p>Meno entusiasti i toni dell&#8217;articolo di Aldo A. Mola pubblicato sul <em>Corriere della sera</em> del 27 marzo e dedicato a Vittorio Emanuele II, proclamato Re del Regno di Sardegna a soli 29 anni:<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPU0Y" target="_blank"> <strong>&#8220;I segreti di una dinastia (poco) italiana&#8221;</strong></a>. Mola ripercorre il complicato intreccio di matrimoni che caratterizzò la monarchia sabauda da Vittorio Amedeo III che sposò Maria Antonietta di Borbone nel 1750 alle nozze tra Umberto di Piemonte e Maria José del Belgio nel 1930, non dimenticando la più celebre coppia reale di casa Savoia composta da Vittorio Emanuele di Napoli e Elena di Montenegro convolati a nozze nel 1896. E in questo clima di memoria delle gesta della casata Sabauda non manca chi invoca il ritorno in territorio italiano delle salme dei Savoia, come avviene il 25 marzo su <em>Il Giornale</em> nella rubrica di Mario Cervi: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1IX" target="_blank"><strong>&#8220;È ora di permettere che le salme dei Savoia ritornino in Italia&#8221;</strong></a>.</p>
<p>Di Savoia, intesa come espressione geografica, parla ancora il 27  il <em>Corriere della sera</em> con  Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che non tradiscono la  passione per truffe ed imbrogli nostrani firmando il lungo articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPTVP" target="_blank"><strong>&#8220;Il voto truffa del 1860 e i neoleghisti sabaudi&#8221;</strong></a>, in ricordo  della firma del trattato che sancì il 24 marzo 1860 il passaggio di Nizza alla Francia.</p>
<p>Altro tema caldo della settimana appena trascorsa è stato il sessantaseiesimo anniversario dell&#8217;eccidio delle Fosse Ardeatine: la notizia che il Ris inizierà un lavoro sul</p>
<div id="attachment_1190" class="wp-caption alignright" style="width: 258px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/Fosse-Ardeatine.gif"><img class="size-medium wp-image-1190 " title="Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/Fosse-Ardeatine-300x198.gif" alt="Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine" width="248" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine</p></div>
<p>Dna di 12 vitttime rimaste ancora ignote è rimbalzata da un quotidiano all&#8217;altro. Ne parlano: Paola Coppola su <em>La Repubblica </em>del 25 marzo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO22Y" target="_blank"><strong>&#8220;Fosse Ardeatine, indagano i Ris avranno un nome le vittime ignote&#8221;</strong></a>; lo stesso 25 marzo Rob. Cat su<em> Libero</em> firma l&#8217;articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO95F" target="_blank"><strong>&#8220;Il Ris al lavoro sui Dna per dare un nome alle dodici vittime ignote delle Fosse Ardeatine&#8221;</strong></a>; sempre il 25 Raffaello Masci su <em>La Stampa</em> pubblica: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO2I1" target="_blank"><strong>&#8220;Indagine sui 12 ignoti delle Fosse Ardeatine&#8221;</strong></a>. Non perde naturalmente l&#8217;occasione per intervenire sul tema <em>L&#8217;Unità</em> che già il 24 marzo pubblica l&#8217;articolo di Giovanni Nucci: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QN9WT" target="_blank"><strong>&#8220;Il prezzo del pane e il conto dei morti. Via Rasella nelle pagine di un diario&#8221;</strong></a>, racconto di vita quotidiana e barbarie nazista nei giorni dell&#8217;attentato di via Rasella dal diario di Antonio Nucci, colto avvocato trentenne nella Roma occupata. Il 25 dedica invece spazio alla notizia: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO18B" target="_blank"><strong>&#8220;Polverini alle Fosse Ardeatine. Anpi: «Presenza inopportuna»</strong>&#8220;</a>.</p>
<div id="attachment_1191" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/tarantelli4.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1191  " title="Ezio Tarantelli" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/tarantelli4-150x150.jpg" alt="Ezio Tarantelli" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ezio Tarantelli</p></div>
<p>Concludiamo con una carrellata degli articoli pubblicati il 27 marzo in memoria di Ezio Tarantelli, ucciso dalle BR il 27 marzo 1985. Ne parlano: Giovanni Bianconi su <em>Il Corriere della sera</em>: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPTP4" target="_blank"><strong>&#8220;Terrorismo e cervelli da annientare. La svolta del delitto Tarantelli&#8221;</strong></a>; Raffaele Bonanni su <em>Il Messaggero</em>: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPSV1" target="_blank"><strong>&#8220;Ezio Tarantelli, l&#8217;eredità di un grande innovatore&#8221;</strong></a>; Rossella Bocciarelli su <em>Il Sole 24 ore</em>: <strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPRIU" target="_blank">&#8220;Dal ricordo di Ezio Tarantelli nuova spinta alla concertazione&#8221;</a>.</strong></p>
<p>Segnaliamo infine alcuni articoli intertessanti usciti sui quotidiani nazionali questa settimana:</p>
<ul>
<li>Vincenzo Pricolo, <strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1AV" target="_blank">&#8220;Mussolini, Claretta e gli Alleati: la storia che non si racconta&#8221;</a>,</strong> <em>Il Giornale</em>, 25 marzo. Interessante comparazione fra due volumi appena usciti riguardo ai rapporti tra Mussolini e gli Alleati: <em>La gabbia infranta</em> di Ennio Di Nolfo e Maurizio Serra (Laterza), <em>Perché uccisero Mussolini e Claretta, </em>di Franco Servello e Luciano Garibaldi (Rubettino)</li>
<li>Paolo Mieli, <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QME5Q" target="_blank"><strong>&#8220;Il martirio di Zara italiana e la medaglia che non c&#8217;è&#8221;</strong></a>, <em>Il Corriere</em> <em>della sera</em>, 23 marzo. Lunga riflessione sul destino di Zara durante la seconda guerra mondiale passata da città italiana a città liberata dai partigiani titini, partendo dal saggio di Paolo Simoncelli, <em>Zara. Due e più facce di una medaglia</em> (Edizioni Le Lettere)</li>
<li>Andrea Cortellessa, <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QLTH3" target="_blank"><strong>&#8220;Berlino 1921 qui si prepara<em> </em>la Shoah&#8221;</strong></a>, <em>La Stampa, </em>22 marzo. Dal volume <em>Leggi del 1938 e cultura del razzismo. Storia, memoria, rimozione</em> a cura di Marina Beer, Anna Foa, Isabella Iannuzzi (Viella) il saggio di Giorgio Fabre offre un ritratto di Giulio De Benedetti, <em>columnist</em> durante il Ventennio, che, in anticipo sui tempi, denunciava i pericoli dell&#8217;escalation antisemita.</li>
</ul>
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		<title>XX settembre: festa di unità e libertà</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/09/20/xx-settembre-festa-di-unita-e-liberta/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 14:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Significato e commemorazione del XX settembre: breve rassegna di interventi di alcuni dei più importanti personaggi dell'Italia unita...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_899" class="wp-caption alignleft" style="width: 227px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/09/6-Bandiera-della-Repubblica-Romana_1849.jpg"><img class="size-medium wp-image-899 " title="Bandiera della Repubblica Romana, 1849" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/09/6-Bandiera-della-Repubblica-Romana_1849-300x166.jpg" alt="Bandiera della Repubblica Romana, 1849" width="217" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Bandiera della Repubblica Romana, 1849</p></div>
<p style="text-align: justify;">Oggi si commemora il 20 settembre del 1870, data della presa di Roma da parte delle truppe italiane, nel suo duplice aspetto di passaggio della città, con il ruolo di capitale, sotto la sovranità italiana, e di fine del potere temporale dei papi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha ricordato Lelio Basso in un discorso alla Camera dei Deputati il 25 maggio 1949, si raggiungeva in quella data definitivamente l’unità nazionale italiana:</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[...] ciò che conta veramente per l’unità d’Italia è quel processo storico che chiamiamo Risorgimento [...] e per cui nel corso di 11 anni l’Italia, superando le sue molteplici divisioni si trovò quasi miracolosamente unita in un solo Stato; e questo periodo ha la sua conclusione non solo cronologica nel 20 settembre 1870, ma altresì logica, perché il 20 settembre dà all’Italia la capitale, cioè la sola possibile garanzia per una vita unitaria [...] La sola città in cui tutti concordarono che potessero rinsaldarsi i vincoli che dovevano riunire tutti gli italiani in un solo Stato, superando infinite difficoltà derivanti dalle precedenti divisioni, la sola città che potesse dare questa garanzia e che potesse concludere questo periodo storico era Roma, perché solo in Roma tutti gli italiani erano pronti a considerarsi uniti.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/09/20/xx-settembre-festa-di-unita-e-liberta/">» Continua la lettura...  XX settembre: festa di unità e libertà</a></p></em>]]></content:encoded>
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		<title>Rassegne storiche &#8211; 9 luglio 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 16:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizie "storiche" dal panorama della stampa nazionale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/clio8.jpg"><img class="size-medium wp-image-841 alignright" title="Clio" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/07/clio8-243x300.jpg" alt="Clio" width="190" height="234" /></a>In questo numero:</p>
<ul>
<li>Dino Cofrancesco sull&#8217;importanza del senso di appartenenza ad una comunità politica (Libero)</li>
<li>Mario Cervi sulla mancanza di simboli nei quali gli italiani possano riconoscersi (Il Giornale)</li>
<li>Assonanze e differenze tra la <em>Caritas in veritate </em>di Benedetto XVI e la <em>Populorum progressio</em> di Paolo VI (Il Sole 24 ore)</li>
<li>Il Vaticano II tra tradizione e innovazione (Il Foglio)</li>
<li>La rievocazione di Robert McNamara (La Repubblica)</li>
<li>Recensione del libro di Mauro Pagani, <em>Foto di gruppo con chitarrista</em> (Secolo d&#8217;Italia)</li>
<li>Perché Pansa dovrebbe scrivere la storia del terrorismo (Libero)</li>
<li>L&#8217;occupazione e la neutralità dell&#8217;Austria nel secondo dopoguerra (Corriere della Sera)</li>
<li>La politica anti-italiana di Napoleone III in uno studio di Eugenio Di Rienzo (Corriere della Sera)</li>
<li>La giovinezza di Garibaldi (Il Messaggero)</li>
</ul>

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		<title>In memoria della Seconda guerra d&#8217;indipendenza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 21:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 giugno 2009, l'"Avvenire" ha pubblicato un articolo di Franco Cardini sulla seconda guerra d’indipendenza. L’autore si rammarica per l’esito che il biennio 1859-60 ebbe per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa e l’assetto unitario dello Stato frutto delle ambizioni espansionistiche sabaude e del neogiacobinismo mazzinian-garibaldino...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/bandiera1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-399" title="bandiera italiana" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/bandiera1-300x294.jpg" alt="bandiera italiana" width="300" height="294" /></a>Come già altri post hanno dimostrato, stiamo entrando nel vivo delle celebrazioni per i centocinquant’anni dell’unità d’Italia e cominciano a moltiplicarsi gli articoli commemorativi e le relative interpretazioni storiche dei fatti che hanno dato forma unitaria alla penisola. Particolarmente attivo si presenta l’«Avvenire» che, il 14  giugno 2009, pubblica un articolo di Franco Cardini – storico medievista già iscritto al MSI che nel suo sito si definisce “cattolico, tradizionalista, uomo d&#8217;ordine e di forte senso dello Stato” – sulla seconda guerra d’indipendenza. L’autore si rammarica per l’esito che il biennio 1859-60 ebbe per quanto riguarda i rapporti con la Chiesa e l’assetto unitario dello Stato frutto delle ambizioni espansionistiche sabaude e del neogiacobinismo mazzinian-garibaldino. In questa luce anche Cavour viene presentato, assai scorrettamente, come un antesignano di Mussolini nell’impegnare il Regno di Sardegna nella guerra di Crimea solo per avere qualche morto da far pesare sul tavolo delle trattative. Insomma ammantando il suo ragionamento di un peloso umanitarismo Cardini dipinge la seconda guerra d’indipendenza come una “storia di schermaglie diplomatiche e di egemonie internazionali” a danno dei popoli “gettati nel macello dei campi di battaglia”.</p>
<p style="text-align: justify;"<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/29/in-memoria-della-seconda-guerra-dindipendenza/">» Continua la lettura...  In memoria della Seconda guerra d&#8217;indipendenza</a></p></em>]]></content:encoded>
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