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Andamento politico Elezioni Parlamento Europeo (1979-2004)

Le  elezioni per il parlamento europeo di giugno 2009 stanno configurando uno scenario politico le cui peculiarità sono lo slittamento verso destra dell’unico organo eletto direttamente dai cittadini europei, il crescente successo di partiti dell’estrema destra che hanno come elemento comune un atteggiamento dichiaratemente xenofobo nei confronti degli immigrati e il totale insuccesso delle forze di sinistra. Ulteriore elemento di nota è il costante calo di partecipazione alla tornata elettorale e il diffondersi del cosidetto “euroscetticismo”.

Ci sembra utile riportare le tabelle dell’andamento delle scorse elezioni dal 1979.

(fonte wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Elezioni_europee_per_anno e http://www.europe-politique.eu/parlement-europeen.htm)

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elezioni 2004

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Elezioni Europee 2009

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Europa

Oggi è il momento in cui  bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge, così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti fra i vecchi e suscitare nuove energie fra i giovani. Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensioni del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo.

La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!

Altiero Spinelli – Ernesto Rossi “Il manifesto di Ventotene”, 22 gennaio 1944

Il 6-7 giugno 2009 si vota per l’elezione del Parlamento Europeo. Ricorre anche un anniversario: sono passati 30 anni dalla prima elezione diretta di quest’organo, nominato direttamente dai cittadini europei solo dal giugno del 1979, a seguito della decisione presa nella Conferenza di Parigi nel dicembre del ‘74.

Negli intenti dell’allora presidente francese Valery Giscard d’Estaing, promotore dell’iniziativa e dei suoi sostenitori, tra cui oltre all’Italia e al Benelux compariva anche il cancelliere tedesco Helmut Schmidt vi era la volontà di coinvolgere in modo più diretto i partiti e l’opinione pubblica nel processo di unificazione europea per rendere possibili le scelte estremamente difficili connesse con il passaggio dal semplice mercato comune all’Unione Monetaria Europea.

La risposta alle difficoltà del processo di integrazione è stata, dal manifesto di Ventotene fino alle iniziative di estensione della partecipazione dei cittadini europei, una risposta che ha visto nell’utilizzo sempre più diffuso degli strumenti democratici la via per il superamento degli ostacoli che si ponevano durante il percorso. L’inizio del nuovo millennio ha costituito  un altro momento difficile del processo di integrazione che è andato incontro a una nuova battuta di arresto. Una nuova iniezione di democrazia saprà essere ancora un antidoto valido contro le derive euroscettiche e antidemocratiche che attraversano l’Europa?

Per approfondire:

  • S. Pistone, L’integrazione europea. Uno schizzo storico, Utet, Torino 2003
  • L. Einaudi, La guerra e l’unità europea, a cura di G. Vigo, Il Mulino, Bologna, 1986
  • P. Graglia, Unità europea e federalismo. Da «Giustizia e Libertà» ad Altiero Spinelli, Il Mulino, Bologna, 1996
  • P. Graglia, Altiero Spinelli, Il Mulino, Bologna, 2008
  • G. Mammarella, P. Cacace, Storia e politica dell’Unione Europea (1926-1997), Laterza, Roma-Bari, 1998
  • N. Nugent, Governo e politiche dell’Unione Europea, Il Mulino, Bologna, 1999
  • H. Mikkeli, L’idea di Europa, Il Mulino, Bologna, 2002
  • A.M. Thiesse, Europa. Storia di un’idea e di un’identità, Il Mulino, Bologna, 1999

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