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	<title>Blogstoria &#187; Movimento gay</title>
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		<title>40 anni da Stonewall &#8211; 40 anni di movimento gay</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 18:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ferdinando Cotugno sulle pagine de "Il Riformista" ricostruisce una delle tappe fondamentali del movimento gay: il riot di Stonewall nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1969...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_394" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/stonewallimage_01.gif"><img class="size-medium wp-image-394" title="Manifestanti a Stonewall" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/stonewallimage_01-300x240.gif" alt="Manifestanti a Stonewall" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestanti a Stonewall</p></div>
<p style="text-align: justify;">Stonewall Inn era il nome di un gay bar del Greenwich Village di New York, un postaccio gestito dalla mafia, dove con tre dollari si poteva ballare tra uomini o tra donne, bevendo drink annacquati a poco prezzo. Come gli altri locali gay era soggetto a periodici <em>raid </em>della polizia che metteva tutti i presenti al muro, li identificava e arrestava i più eccentrici di loro: le drag queen. Fino alla notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969, “questi <em>raid </em>erano visti come la grandine: qualcosa di inevitabile. Da sopportare stoicamente”, scrive <a href="http://www.gaynews.it/view.php?ID=82077" target="_blank">Ferdinando Cotugno sul Riformista</a>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quella notte tutto cambiò, senza un motivo apparente. Una spiegazione sta nella dinamica degli eventi: fu probabilmente la lentezza dei poliziotti a portare via gli arrestati e l&#8217;alcol sequestrato (la legge alla base di questi raid vietava infatti di servire alcolici in situazioni che potessero generare una «condotta disordinata») a dare il tempo ai presenti, ai passanti, a chiunque fosse nei paraggi, di capire che «ne avevano abbastanza, di tutto quello schifo», come spiegò Michael Fader, uno dei protagonisti della rivolta. All&#8217;improvviso, i sei poliziotti che avevano condotto l&#8217;operazione si trovarono circondati da duecento, trecento e poi seicento persone del quartiere. Qualcuno intonò «We shall overcome» (&#8220;prevarremo noi&#8221;), c&#8217;era chi urlava, finalmente, «Gay Power». Poi si diffuse la voce che la polizia stava arrestando tutti a causa di una tangente non pagata. «Diamogliela noi, la mazzetta», cominciarono ad urlare quelli che erano stati cacciati dal bar. E giù di monetine, e dalle monete si passò alle bottiglie, e dalle bottiglie all&#8217;assalto del cellulare della polizia. […]Dalla centrale arrivarono i soccorsi per le forze dell&#8217;ordine: la Tactical Police Force, artiglieria pesante. Alle quattro di quel mattino, la rivolta era stata sedata. Tredici arresti, quattro feriti. Ma l&#8217;impatto andò molto al di là di questi numeri. «C&#8217;era elettricità nell&#8217;aria», voglia di ribellarsi ancora. La sera del 28 giugno, molta più gente si trovò allo Stonewall Inn. Si aggregarono gli studenti politicizzati della Columbia University, le Black Panter, tutti quelli che avevano letto della rivolta sul New York Times, o sul Post, o ne avevano saputo dal passaparola cittadino. Ancora provocazioni, ancora incendi, ancora rivolte, ancora la cariche della Tactical Police Force. […] Dopo altri tre giorni di moti, i rivoltosi si riunirono nel Gay Liberation Front, che mutuò parole d&#8217;ordine e metodi organizzativi dalla New Left e dalle Black Panther.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/28/40-anni-da-stonewall-40-anni-di-movimento-gay/">» Continua la lettura...  40 anni da Stonewall &#8211; 40 anni di movimento gay</a></p></em>]]></content:encoded>
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