<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blogstoria &#187; Repubblica italiana</title>
	<atom:link href="http://www.blogstoria.it/tag/repubblica-italiana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blogstoria.it</link>
	<description>&#34;Ogni vera storia è storia contemporanea&#34;. B. Croce, 1938.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Dec 2011 15:08:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Rassegne storiche: fatti e racconti della settimana dal 21 al 28 marzo 2010</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2010/03/29/rassegne-storiche-fatti-e-racconti-della-settimana-dal-21-al-28-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2010/03/29/rassegne-storiche-fatti-e-racconti-della-settimana-dal-21-al-28-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 22:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il dibattito sull'Unità d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegne storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Cavour]]></category>
		<category><![CDATA[Clara Petacci]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Tarantelli]]></category>
		<category><![CDATA[Fosse Artdeatine]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio De Benedetti]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Savoia]]></category>
		<category><![CDATA[Zara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=1188</guid>
		<description><![CDATA[La polemica sul "Risorgimento" è ritornata sulle pagine dei quotidiani anche questa settimana. Secondo Ernesto Galli della Loggia la disaffezione rispetto al Risorgimento è un fenomeno tutto italiano, che trova origine nel radicamento di una serie di luoghi comuni negativi che la scuola ha contribuito a diffondere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1189" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/cavour.jpg"><img class="size-medium wp-image-1189" title="Conte Camillo Benso di Cavour" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/cavour-225x300.jpg" alt="Conte Camillo Benso di Cavour" width="165" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Conte Camillo Benso di Cavour</p></div>
<p>La polemica sul &#8220;Risorgimento&#8221; è ritornata sulle pagine dei quotidiani anche questa settimana: <em>Avvenire</em> del 25 marzo ha pubblicato una nuova intervista di Edoardo Castagna a Ernesto Galli della Loggia dal titolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO38N" target="_blank"><strong>&#8220;Risorgimento capro espiatorio&#8221;</strong></a>. Secondo lo storico la disaffezione rispetto al Risorgimento, e le critiche ai fondamenti dell&#8217;unità nazionale sono un fenomeno tutto italiano, che trova origine nel radicamento di una serie di luoghi comuni negativi che la scuola ha contribuito a diffondere:</p>
<blockquote><p>Solo in Italia si ripetono luoghi comuni di gran lunga più critici che favorevoli all&#8217;Unità. Ed è appunto qui che c&#8217;è il difetto della scuola, che ha mancato gravemente nell&#8217;insegnamento della storia</p></blockquote>
<p>Due, in particolare, sono i luoghi comuni contestati da Galli della Loggia: il centralismo adottato dal neonato Stato italiano e l&#8217;ispirazione anticattolica del processo risorgimentale. Lo storico ricorda il progetto di legge presentato dal ministro degli Interni Minghetti nel 1861 che prevedeva un largo decentramento ai comuni e sottolinea, a dimostrazione della necessità di ridimensionare la componente laicista e anticlericale di stampo massonico, come &#8220;anche lo stesso Cavour abbia voluto morire assistito dai conforti religiosi&#8221;.</p>
<p>E sulla figura di Cavour torna anche <em>Il Messaggero</em>, sempre il 25 marzo pubblicando l&#8217;articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1AF" target="_blank"><strong>&#8220;Risorgimento. Il capolavoro di Cavour&#8221;</strong></a> estratto della lezione &#8220;La svolta politica: Cavour e la costruzione dello Stato italiano&#8221; tenuta da Fulvio Cammarano, ordinario di Storia contemporanea dell&#8217;Università di Bologna, presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica lo stesso 25 marzo. Ne emerge un ritratto di Cavour grande &#8220;regista&#8221; del processo risorgimentale, capace di coniugare &#8220;fortuna&#8221; e &#8220;virtù&#8221;. Scrive Cammarano:</p>
<blockquote><p>L&#8217;arma vincente di Cavour fu la sua genuina capacità di cogliere lo spirito dei tempi, quello della forza della modernità liberale, trasformandolo in azione politica in grado di armonizzare tutti gli eccessi degli ideali e dei protagonisti intorno a lui. La sua pragmatica visione del &#8220;giusto mezzo&#8221; s&#8217;impose. Non fu però la vittoria della medietà, ma del lucido realismo di chi sapeva che &#8220;la più bella impresa dei tempi moderni&#8221;, come volle definire il processo di unificazione, imponeva cautela ma anche e soprattutto la valorizzazione di tutte le grandi energie ideali in gioco.</p></blockquote>
<p>Meno entusiasti i toni dell&#8217;articolo di Aldo A. Mola pubblicato sul <em>Corriere della sera</em> del 27 marzo e dedicato a Vittorio Emanuele II, proclamato Re del Regno di Sardegna a soli 29 anni:<a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPU0Y" target="_blank"> <strong>&#8220;I segreti di una dinastia (poco) italiana&#8221;</strong></a>. Mola ripercorre il complicato intreccio di matrimoni che caratterizzò la monarchia sabauda da Vittorio Amedeo III che sposò Maria Antonietta di Borbone nel 1750 alle nozze tra Umberto di Piemonte e Maria José del Belgio nel 1930, non dimenticando la più celebre coppia reale di casa Savoia composta da Vittorio Emanuele di Napoli e Elena di Montenegro convolati a nozze nel 1896. E in questo clima di memoria delle gesta della casata Sabauda non manca chi invoca il ritorno in territorio italiano delle salme dei Savoia, come avviene il 25 marzo su <em>Il Giornale</em> nella rubrica di Mario Cervi: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1IX" target="_blank"><strong>&#8220;È ora di permettere che le salme dei Savoia ritornino in Italia&#8221;</strong></a>.</p>
<p>Di Savoia, intesa come espressione geografica, parla ancora il 27  il <em>Corriere della sera</em> con  Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che non tradiscono la  passione per truffe ed imbrogli nostrani firmando il lungo articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPTVP" target="_blank"><strong>&#8220;Il voto truffa del 1860 e i neoleghisti sabaudi&#8221;</strong></a>, in ricordo  della firma del trattato che sancì il 24 marzo 1860 il passaggio di Nizza alla Francia.</p>
<p>Altro tema caldo della settimana appena trascorsa è stato il sessantaseiesimo anniversario dell&#8217;eccidio delle Fosse Ardeatine: la notizia che il Ris inizierà un lavoro sul</p>
<div id="attachment_1190" class="wp-caption alignright" style="width: 258px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/Fosse-Ardeatine.gif"><img class="size-medium wp-image-1190 " title="Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/Fosse-Ardeatine-300x198.gif" alt="Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine" width="248" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Mausoleo in memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine</p></div>
<p>Dna di 12 vitttime rimaste ancora ignote è rimbalzata da un quotidiano all&#8217;altro. Ne parlano: Paola Coppola su <em>La Repubblica </em>del 25 marzo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO22Y" target="_blank"><strong>&#8220;Fosse Ardeatine, indagano i Ris avranno un nome le vittime ignote&#8221;</strong></a>; lo stesso 25 marzo Rob. Cat su<em> Libero</em> firma l&#8217;articolo: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO95F" target="_blank"><strong>&#8220;Il Ris al lavoro sui Dna per dare un nome alle dodici vittime ignote delle Fosse Ardeatine&#8221;</strong></a>; sempre il 25 Raffaello Masci su <em>La Stampa</em> pubblica: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO2I1" target="_blank"><strong>&#8220;Indagine sui 12 ignoti delle Fosse Ardeatine&#8221;</strong></a>. Non perde naturalmente l&#8217;occasione per intervenire sul tema <em>L&#8217;Unità</em> che già il 24 marzo pubblica l&#8217;articolo di Giovanni Nucci: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QN9WT" target="_blank"><strong>&#8220;Il prezzo del pane e il conto dei morti. Via Rasella nelle pagine di un diario&#8221;</strong></a>, racconto di vita quotidiana e barbarie nazista nei giorni dell&#8217;attentato di via Rasella dal diario di Antonio Nucci, colto avvocato trentenne nella Roma occupata. Il 25 dedica invece spazio alla notizia: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO18B" target="_blank"><strong>&#8220;Polverini alle Fosse Ardeatine. Anpi: «Presenza inopportuna»</strong>&#8220;</a>.</p>
<div id="attachment_1191" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/tarantelli4.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1191  " title="Ezio Tarantelli" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2010/03/tarantelli4-150x150.jpg" alt="Ezio Tarantelli" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Ezio Tarantelli</p></div>
<p>Concludiamo con una carrellata degli articoli pubblicati il 27 marzo in memoria di Ezio Tarantelli, ucciso dalle BR il 27 marzo 1985. Ne parlano: Giovanni Bianconi su <em>Il Corriere della sera</em>: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPTP4" target="_blank"><strong>&#8220;Terrorismo e cervelli da annientare. La svolta del delitto Tarantelli&#8221;</strong></a>; Raffaele Bonanni su <em>Il Messaggero</em>: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPSV1" target="_blank"><strong>&#8220;Ezio Tarantelli, l&#8217;eredità di un grande innovatore&#8221;</strong></a>; Rossella Bocciarelli su <em>Il Sole 24 ore</em>: <strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QPRIU" target="_blank">&#8220;Dal ricordo di Ezio Tarantelli nuova spinta alla concertazione&#8221;</a>.</strong></p>
<p>Segnaliamo infine alcuni articoli intertessanti usciti sui quotidiani nazionali questa settimana:</p>
<ul>
<li>Vincenzo Pricolo, <strong><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QO1AV" target="_blank">&#8220;Mussolini, Claretta e gli Alleati: la storia che non si racconta&#8221;</a>,</strong> <em>Il Giornale</em>, 25 marzo. Interessante comparazione fra due volumi appena usciti riguardo ai rapporti tra Mussolini e gli Alleati: <em>La gabbia infranta</em> di Ennio Di Nolfo e Maurizio Serra (Laterza), <em>Perché uccisero Mussolini e Claretta, </em>di Franco Servello e Luciano Garibaldi (Rubettino)</li>
<li>Paolo Mieli, <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QME5Q" target="_blank"><strong>&#8220;Il martirio di Zara italiana e la medaglia che non c&#8217;è&#8221;</strong></a>, <em>Il Corriere</em> <em>della sera</em>, 23 marzo. Lunga riflessione sul destino di Zara durante la seconda guerra mondiale passata da città italiana a città liberata dai partigiani titini, partendo dal saggio di Paolo Simoncelli, <em>Zara. Due e più facce di una medaglia</em> (Edizioni Le Lettere)</li>
<li>Andrea Cortellessa, <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QLTH3" target="_blank"><strong>&#8220;Berlino 1921 qui si prepara<em> </em>la Shoah&#8221;</strong></a>, <em>La Stampa, </em>22 marzo. Dal volume <em>Leggi del 1938 e cultura del razzismo. Storia, memoria, rimozione</em> a cura di Marina Beer, Anna Foa, Isabella Iannuzzi (Viella) il saggio di Giorgio Fabre offre un ritratto di Giulio De Benedetti, <em>columnist</em> durante il Ventennio, che, in anticipo sui tempi, denunciava i pericoli dell&#8217;escalation antisemita.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2010/03/29/rassegne-storiche-fatti-e-racconti-della-settimana-dal-21-al-28-marzo-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Breve storia della festa della Repubblica</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/06/02/breve-storia-della-festa-della-repubblica/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2009/06/02/breve-storia-della-festa-della-repubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 16:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Guaiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Feste civili]]></category>
		<category><![CDATA[Festa della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=58</guid>
		<description><![CDATA[La prima festa della repubblica non si tenne il 2 giugno, ma nacque spontaneamente tra il 10 e l'11 giugno 1946 dopo che i risultati del referendum erano stati resi noti dal presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-57" title="La &quot;Domenica del Corriere&quot; - 2 giugno 1946" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/25_05_19581-212x300.jpg" alt="La &quot;Domenica del Corriere&quot; - 2 giugno 1946" width="212" height="300" />La prima festa della repubblica non si tenne il 2 giugno, ma nacque spontaneamente tra il 10 e l&#8217;11 giugno 1946 dopo che i risultati del referendum erano stati resi noti dal presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano. In quell&#8217;anno il 10 giugno ricorreva nella memoria collettiva più come l&#8217;anniversario dell&#8217;assassinio di Matteotti, ma la coincidenza ebbe l&#8217;effetto di assegnare un valore simbolico ancora più forte alla nascita della Repubblica antifascista. Come ha osservato Maurizio Ridolfi, &#8220;il contratto siglato con il voto dagli italiani nel segno della Repubblica veniva trasformato in un patto morale, consacrato grazie al ricordo del sangue di Matteotti&#8221;<span>[1]</span>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Dall&#8217;anno successivo si scelse un&#8217;altra data simbolica forte per celebrare la festa della Republica: il 2 giugno data in cui si tenne il referendum istituzionale, ma anche anniversario della morte di un grande repubblicano come Giuseppe Garibaldi. Il Decreto legislativo del 12 aprile 1947 accostava al 25 aprile una nuova festa nazionale: l&#8217;«anniversario del plebiscito popolare che ha instaurato la Repubblica italiana»<span>[2]</span>. Già dal titolo dato al provvedimento, è evidente il tentativo di sottolineare il legame tra popolo e Repubblica esaltando come essa fosse stata il frutto della volontà popolare. La risicata vittoria dei repubblicani al referendum istituzionale[3]<span> </span> rischiava di dare un&#8217;immagine del paese spaccato a metà, il che non avrebbe rappresentato certo un buon viatico per una celebrazione che avrebbe dovuto costituire uno dei perni dell&#8217;apparato simbolico-rituale del nuovo Stato nazionale. Ciò era ancora più vero in un momento in cui, da un lato, non si erano ancora ricomposti i <em>cleavages</em> politico-culturali tra fascisti e antifascisti, e tra monarchici e repubblicani, mentre dall&#8217;altro, proprio in quei giorni, si consumava la rottura dell&#8217;unità nazionale con la formazione del quarto governo De Gasperi. La tensione provocata da quegli eventi politici e la derivata urgente necessità di un richiamo alla legalità e alla concordia erano palpabili anche nelle parole con cui lo stesso Presidente del Consiglio spiegò il senso della festività:</p>
<p style="text-align: left;">
<blockquote style="text-align: left;"><p>Il Governo ha voluto che il giorno natale del nuovo Stato fosse considerato festività nazionale, a celebrazione dello storico evento e a ricordare che nel rispetto della reciproca libertà e con la concordia sono possibili le più ardite trasformazioni politiche e sociali; mentre il rispetto del metodo democratico superando ogni spirito di violenza crea il consenso operoso attorno alle più alte conquiste[4]<span> </span>.</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/02/breve-storia-della-festa-della-repubblica/">» Continua la lettura...  Breve storia della festa della Repubblica</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2009/06/02/breve-storia-della-festa-della-repubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2 giugno 1946 &#8211; La nascita della Repubblica</title>
		<link>http://www.blogstoria.it/2009/06/02/2-giugno-1946-la-nascita-della-repubblica/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2009/06/02/2-giugno-1946-la-nascita-della-repubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 11:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegne storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[2 giugno 1946]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=34</guid>
		<description><![CDATA[Nel 63° anniversario della nascita della Repubblica, il Presidente Napolitano, portavoce della memoria collettiva, riporta, ancora una volta, l'attenzione sulla principale eredità di quel referendum: l'avvio dei lavori dell'Assemblea Costituente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-32" title="Nascita della Repubblica - 2 giugno 1946" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2009/06/repubblica-300x287.jpg" alt="Nascita della Repubblica - 2 giugno 1946" width="300" height="287" />Oggi, nel 63° anniversario della nascita della Repubblica, il Presidente Napolitano, portavoce della memoria collettiva, riporta, ancora una volta, l&#8217;attenzione sulla principale eredità di quel referendum: l&#8217;avvio dei lavori dell&#8217;Assemblea costituente. La Costituzione, quale strumento di unificazione nazionale e di superamento, oggi come allora, della drammatica frattura politica del paese. Ma proprio in quel travagliato percorso politico un prestigioso commentatore dell&#8217;epoca ritrovava la linfa vitale e l&#8217;eternità dell&#8217;istituzione repubblicana:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Ecco la nostra Repubblica: non improvvisata, non balzata su un giorno di torbida passione: Repubblica voluta, meditata, paziente, ragionata. Non un impeto di generosa illusione romantica, ma una prolungata prova di coscienza civile e di riacquistata ragione. Reprimiamo nel cuore la commozione che vorrebbe salire; limitiamoci ad accorgerci con pacata serenità consapevole che una Repubblica nata così è destinata a durare nei secoli&#8221;. </em><a href="http://www.fondazionecalamandrei.it/" target="_blank">Piero Calamandrei</a>, &#8220;Il Nuovo corriere della sera&#8221;, 9 giugno 1946</p>
</blockquote>
<h1 style="text-align: left;"><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/napolitano-2giugno-milite-ignoto.shtml?uuid=d547e0de-4f49-11de-96a7-75feceab721d&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Napolitano: «I valori della Costituzione come guida per un&#8217;Italia più coesa»</a></h1>
<p style="text-align: left;">Le Frecce Tricolori, pattuglia acrobatica dell&#8217;aeronautica militare, hanno sorvolato piazza Venezia lasciando la tradizionale scia bianca, rossa e verde , disegnando nel cielo la bandiera della Repubblica, in occasione della deposizione della corona di alloro al Milite Ignoto. Si sono aperte così nella Capitale le celebrazione del 2 giugno. La parata, in forma più sobria rispetto al passato, è durata un&#8217;ora e mezza.</p>
<p style="text-align: left;"<em><p><a href="http://www.blogstoria.it/2009/06/02/2-giugno-1946-la-nascita-della-repubblica/">» Continua la lettura...  2 giugno 1946 &#8211; La nascita della Repubblica</a></p></em>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2009/06/02/2-giugno-1946-la-nascita-della-repubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

